/ Sarri: “Non firmo per il pari, avremo uno stadio contro ma una città dietro”

Sarri: “Non firmo per il pari, avremo uno stadio contro ma una città dietro”

Maurizio Sarri parla alla vigilia della sfida con la Juventus.

Ha chiesto una vigilia di basso profilo. E’ soddisfatto della settimana?
“Sì è andato tutto bene. Stiamo preparando una gara importante. Poi mancano tre mesi alla fine del campionato”.

Cosa inciderà l’attacco o la difesa?
“La solidità è sempre un aspetto fondamentale. E’ una delle caratteristiche principali della Juventus. Noi ci stiamo lavorando”.

Cosa può fare la differenza domani?
“Quando si affrontano squadre che hanno individualità importanti, la giocata di un singolo può determinare la partita. Loro ne hanno molti, ma non siamo messi male neanche noi. Al di là di tutti gli aspetti teorici e tattici, conta molto questo aspetto”.

Reina ha parlato di segnale forte in caso di vittoria. E’ d’accordo?
“Sarebbe bello dare una soddisfazione ai tifosi che sentono questa sfida. Mi dispiace che non siano a Torino. La ritengo una grande ingiustizia, queste pene non hanno senso. L’ho pensato anche all’andata, quando non c’erano i sostenitori della Juventus e l’ho anche detto. Sarebbe bello dare una soddisfazione ai nostri tifosi, ma finisce lì. Mancherebbero altre 13 partite alla fine del campionato”.

Buffon, Marchisio e Dybala, chi toglierebbe alla Juventus?
“Nessuno. Sono tre giocatori fenomenali. Buffon ha fatto la storia del calcio italiano, Marchisio è straordinario, Dybala sarà determinante nel futuro. Ha già cominciato a dimostrarlo a 22 anni”.

Prova orgoglio alla vigilia di questa partita?
“Queste sono le classiche domande a chi viene dal basso. Ma non sono emozionato, sono soltanto determinato a preparare al meglio questa gara. Sono partito dai dilettanti e ho avuto la fortuna di scalare varie categorie. Non è la gara più importante della mia carriera, senza le 500 precedenti non sarei arrivato a questo punto. Sangiovannese-Grosseto può avere la stessa importanza dal punto di vista interiore se decide un campionato”.

Avere giocatori importanti del calibro di Higuain e Reina può essere decisivo in vista dell’obiettivo finale?
“Noi siamo concentrati soltanto sulla sfida di domani. Il gusto è enorme, siamo alla pari con la Juve che è l’assoluta padrona del calcio italiano. Mi riferisco ai risultati sportivi e non solo degli ultimi quattro anni. Non ci accontentiamo, dobbiamo avere la follia di imporre il nostro calcio. Giocatori come Reina e Higuain possono aiutarci, loro ne hanno di più, ma sicuramente i nostri  3-4 leader possono fare la differenza. Questo è un aspetto decisivo”.

C’è più di lei nel Napoli o di Allegri nella Juve?
“E’ sempre difficile arrivare a certe conclusioni. Nella Juve di Allegri c’è qualcosa di Conte e nel Napoli attuale c’è qualcosa di Benitez. Mi sembra anche normale. La gestione di Allegri è stata eccezionale, non era facile fare bene dopo Conte e Max l’ha fatto in maniera straordinaria”.

Il Napoli proverà ad imporre il suo gioco. Farà paura alla Juve?
“Noi non vogliamo fare paura, vogliamo giocare il nostro calcio. Quando smettiamo, diventiamo vulnerabili, quindi l’unica possibilità è quello di impostare il nostro calcio. Lo faremo con convinzione. Magari non riusciremo e resteremo nella nostra area di rigore, ma appena avremo la possibilità noi giocheremo. I miei giocatori devono pensare solo a fare una grande prestazione e nient’altro. Nessuna pressione”.

La Juve ha grande fisicità, il Napoli meno.
“L’interpretazione del calcio è diverso. Noi facciamo meno duelli individuali, loro invece si orientano sugli avversari in fase passiva e commettono qualche fallo in più. Hanno una fisicità non indifferente, noi abbiamo qualcosa in meno e quindi dobbiamo sfruttare la nostra velocità per limitare la loro aggressività”.

La Juve è abituata a giocare le grandi sfide. Il Napoli avrà qualche arma in più?
“Non lo so, mi piacerebbe che i nostri si abituassero a giocare queste sfide. Sarebbe importante. Ci saranno tanti fattori, se contasse solo l’esperienza, giocherebbe ancora Gigi Riva che tra l’altro ho sempre apprezzato molto”.

Il suo Napoli ha dimostrato di avere mentalità contro tutte le squadre
“Assolutamente sì. Ripeto, l’abbiamo preparata bene, poi vedremo in campo. Noi vogliamo imporre il nostro gioco ma siamo anche pronti a soffrire se serve”.

E’ preoccupato dal cambio di modulo della Juve?
“Preoccupato mi sembra una parola grossa. Non credo cambi molto

C’è stato più entusiasmo o più euforia in questa settimana?
“Mi è sembrato un avvicinamento normale. L’entusiasmo c’è da sempre, non ho visto tensioni particolari e questo è fondamentale”.

Quanto aiuterà il suo atteggiamento nei confronti della piazza?
“Devo dire che i tifosi mi sembrano molto più maturi di come vengono descritti. Il nostro pubblico ovviamente trasmette tanto e questa gara conta tanto. Porteremo l’orgoglio della nostra gente a Torino e giocheremo anche per loro. L’obiettivo deve essere questo”.

La Juve è ancora seconda dopo quattordici vittorie consecutive. Bisognerà fare attenzioni sugli esterni?
“La Juve fa dell’ampiezza un punto di forza e per noi sarà difficile. Cuadrado ha determinato le partite, ma lo hanno fatto anche Insigne e Callejon. Da questo punto di vista, non siamo messi male. Non copriremo la loro ampiezza con i nostri attaccanti esterni, altrimenti difendiamo in sei. Lo faremo in un altro modo anche se prenderemo qualche rischio”.

Che ne pensa di Orsato?
“E’ un arbitro straordinario, non ho altro da aggiungere. In campo non ho avuto problemi con lui, al massimo abbiamo avuto un normale scambio di opinioni fuori dal campo. Non ho mai avuto problemi particolari con i direttori di gara, a volte mi sono espresso sugli episodi. Ad Irrati ho fatto i complimenti per la decisione di sospendere la gara all’Olimpico per i cori razzisti a Koulibaly”.

Firmerebbe per un pareggio?
“Andremo in campo per fare bene. Avremo uno stadio contro, ma una città dietro e non dobbiamo mai dimenticare questo. Dobbiamo dare una soddisfazione assoluta, ma io penso che la nostra gente sarà soddisfatta se ci vede fare una partita di cuore, di anima e di coraggio. A prescindere non firmo per nessun risultato. Mi dà gusto la sfida, andiamo a Torino e giochiamocela, come si dice in Toscana, ‘a brutto’ muso, a viso aperto”.

 

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