I supporter azzurri lamentano anche la diversità di trattamento rispetto al divieto imposto ai sostenitori dell’Inter
A GENOVA SENZA TIFOSI
Il Napoli giocherà domani sera la prima delle trasferte senza tifosi del Napoli residenti in Campania, a seguito del divieto di tutte le trasferte disposto dal Viminale dopo gli incidenti e gli scontri con i tifosi della Lazio (anch’essi puniti) occorsi sull’autostrada A1. Domani, tuttavia, il settore ospiti del “Luigi Ferraris” sarà chiuso anche ai non residenti. I sostenitori dei club Napoli del Nord rinunceranno alla gara o hanno acquistato ticket in altri settori. Proteste sui social e non solo, anche per la “diversità di trattamento” rispetto ai tifosi dell’Inter ai quali, dopo il petardo di Cremona, non solo è stata vietata la trasferta ‘solo’ sino al 23 marzo, ma il settore ospiti di Reggio Emilia (per Sassuolo-Inter) è aperto ai non residenti in Lombardia.
RICORSO AL TAR DEL ‘CLUB NAPOLI MARADONA’
Intanto fioccano i ricorsi. L’ avvocato Angelo Pisani e l’Associazione Club Napoli Maradona hanno infatti reso noto di aver proposto ricorso innanzi al Tar Lazio, sede di Roma, avverso il decreto di divieto di trasferta disposto da Ministro dell’Interno il 28 gennaio 2026. I ricorrenti (anche i legali Salvatore e Cupaioli) “hanno censurato l’illegittimità del provvedimento e sono stati sollevati dubbi di legittimità costituzionale dell’intero impianto normativo che consente al Ministro di limitare la partecipazione della totalità dei tifosi della squadra ospite, nonché il contrasto con alcuni articoli della CEDU e dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea”
L’AVVOCATO CHIACCHIO: “SITUAZIONI DIVERSE”
L’eminente avvocato Edoarda Chiacchio, esperto di diritto sportivo, ha chiarito che le due situazioni sono diverse. L’episodio di Cremona è riconducibile a un singolo tifoso già arrestato. E’ avvenuto all’interno dello stadio e senza gravi conseguenze sull’ordine pubblico. Di diverso tenore, sarebbe, invece, l’episodio degli scontri tra i tifosi di Napoli e Lazio, avvenuti fuori dal perimetro degli stadi, in un contesto non controllabile e con gravi rischi per la sicurezza pubblica. “La proporzionalità delle sanzioni – ha detto Chiacchio – risponde alla tutela dell’ordine pubblico”.
