Circa 500 persone hanno attraversato il centro di Napoli per protestare contro il carovita e l’aumento dei prezzi. Il corteo, partito nel pomeriggio da piazza Garibaldi, ha percorso corso Umberto I fino a raggiungere piazza Municipio. Una mobilitazione accompagnata da un imponente dispositivo di sicurezza e da alcuni momenti di tensione, senza tuttavia incidenti di particolare rilievo.
Protesta contro il carovita a Napoli, petardi e tensioni in via De Pretis
Tra i partecipanti alla manifestazione, organizzata attraverso i social e i canali di messaggistica, numerosi giovani, studenti e cittadini. Durante il percorso sono stati scanditi slogan contro il governo e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
I momenti più delicati si sono registrati in via De Pretis, davanti alla sede della compagnia di crociere Msc, dove era stato predisposto un cordone di poliziotti in assetto antisommossa.
Nel corso del corteo sono esplosi due petardi, episodio che ha provocato la reazione di disapprovazione degli stessi manifestanti. La situazione non è comunque degenerata e la protesta si è conclusa in piazza Municipio senza scontri significativi.
Manifestazione a Napoli, negozi chiusi e vetrine protette in via Chiaia
Il timore di possibili disordini, anche alla luce degli episodi verificatisi nei giorni precedenti a Milano, ha spinto diversi commercianti napoletani ad adottare misure precauzionali.
In via Chiaia alcune boutique hanno abbassato le saracinesche, mentre altri esercizi hanno protetto le vetrine. In diverse zone del centro cittadino, tuttavia, le attività commerciali sono rimaste regolarmente aperte.
Cortei contro il carovita, Confesercenti: sette negozi su dieci aperti
Secondo un sondaggio condotto da Confesercenti tra le imprese associate nelle città interessate dalle manifestazioni, circa il 70% delle attività aveva previsto di mantenere la normale apertura pomeridiana.
Il restante 30% aveva invece scelto una chiusura precauzionale per il timore di eventuali tensioni.
La rilevazione ha interessato Napoli, Milano, Roma, Firenze, Torino, Bologna e Bari, evidenziando le preoccupazioni degli operatori commerciali per le possibili ripercussioni delle proteste sulle attività economiche.
