Maxioperazione della polizia di Stato contro le presunte istigazioni alla violenza durante le manifestazioni di piazza. Sono circa 60 le persone sottoposte a perquisizione in 23 città italiane, tra cui Napoli e Avellino, nell’ambito di un’indagine sulle chat e sui messaggi pubblicati attraverso le piattaforme social.
Le attività sono state condotte dagli investigatori della Digos e della polizia postale, su delega dell’autorità giudiziaria e, in alcuni casi, di iniziativa. L’operazione riguarda persone sospettate di aver incitato a compiere azioni violente durante le recenti mobilitazioni.
Perquisizioni a Napoli e Avellino: nel mirino chat e social network
Anche la Campania è coinvolta nell’operazione nazionale, con accertamenti effettuati a Napoli e Avellino.
Le indagini si concentrano sui messaggi diffusi nelle chat e sulle piattaforme social in occasione delle manifestazioni del 17, 18 e 24 ottobre, durante le quali si sono verificati disordini in diverse città.
L’obiettivo degli investigatori è identificare le persone che avrebbero partecipato agli episodi di violenza, quelle che avrebbero mostrato online oggetti contundenti e verificare eventuali collegamenti con le nuove mobilitazioni annunciate per sabato 31 ottobre.
Non sono stati resi noti, al momento, i numeri delle singole perquisizioni effettuate a Napoli e Avellino, né eventuali sequestri specifici nelle due città campane.
Sequestrate cinque pistole replica, coltelli e telefoni cellulari
Il bilancio nazionale delle attività comprende cinque repliche di pistola, un coltello rudimentale, un frangivetro, altri oggetti contundenti e undici telefoni cellulari, che saranno esaminati dagli investigatori.
Sono stati inoltre sequestrati indumenti e materiali ritenuti utili per il travisamento durante le manifestazioni.
A Bergamo sono stati recuperati, tra gli altri oggetti, una replica di pistola Beretta 92 FS a pallini, un coltello artigianale, maschere e telefoni cellulari.
A Messina sono state trovate due pistole a salve, un frangivetro, un fumogeno, un passamontagna e una mazza simile a quelle utilizzate nel baseball.
Ulteriori sequestri sono stati effettuati a Cagliari, Parma, Torino, Bologna e Brescia. Tra il materiale acquisito figurano dispositivi elettronici, abiti ritenuti riconducibili ai disordini e filmati degli scontri avvenuti nelle scorse settimane.
Manifestazioni del 17, 18 e 24 ottobre: proseguono le indagini
L’attività investigativa si inserisce nel quadro degli accertamenti avviati dopo i disordini verificatisi durante alcune manifestazioni di ottobre.
La polizia di Stato sta analizzando i contenuti pubblicati sui social e il materiale sequestrato per individuare eventuali ulteriori responsabilità e ricostruire possibili collegamenti tra le persone coinvolte.
L’operazione arriva all’indomani dello sciopero generale del 30 ottobre, che ha portato in piazza migliaia di studenti e lavoratori. La maggior parte delle manifestazioni si è svolta pacificamente, mentre momenti di tensione si sono registrati soprattutto a Roma e Torino.
Gli accertamenti proseguiranno anche nei prossimi giorni. Le responsabilità delle persone sottoposte a perquisizione sono ancora oggetto di verifica e dovranno essere eventualmente accertate nelle sedi giudiziarie.
