/ Camorra alla Sanità, il pentito Carmine Grosso svela i rapporti tra i clan Savarese-Pirozzi e Mazzarella

Camorra alla Sanità, il pentito Carmine Grosso svela i rapporti tra i clan Savarese-Pirozzi e Mazzarella

Nuovi elementi emergono nell’inchiesta sui gruppi criminali attivi nel rione Sanità a Napoli. A ricostruire gli equilibri della camorra nel quartiere è Carmine Grosso, 61 anni, ex esponente del clan Misso che ha deciso di collaborare con la giustizia. Le sue dichiarazioni, raccolte dalla Direzione distrettuale antimafia, riguardano soprattutto i rapporti tra il gruppo Savarese-Pirozzi e il clan Mazzarella, oltre all’organizzazione delle piazze di spaccio nel centro storico.

 

Camorra a Napoli, le rivelazioni del pentito Carmine Grosso

 

Coinvolto nel maxi-blitz dello scorso marzo, che aveva portato a oltre 70 arresti, Grosso ha fornito agli investigatori una ricostruzione delle attività illecite e dei rapporti tra le organizzazioni criminali della Sanità.

 

Tre verbali di interrogatorio, redatti tra luglio e settembre, sono stati depositati agli atti del procedimento con rito abbreviato che coinvolge numerosi presunti esponenti dei gruppi criminali del quartiere.

 

Al centro delle dichiarazioni del collaboratore figura Salvatore Savarese, soprannominato “’o Mellone”, indicato dagli inquirenti tra i principali riferimenti dell’organizzazione.

 

Clan Mazzarella e Savarese-Pirozzi, il controllo delle piazze di spaccio

 

Una parte importante del racconto riguarda il traffico di stupefacenti. Secondo Grosso, il gruppo di Savarese si sarebbe rifornito attraverso Salvatore Barile, conosciuto come “Totoriello”, mentre altri soggetti avrebbero provveduto alla distribuzione della droga nel quartiere.

 

Il collaboratore ha riferito anche di un cambiamento nelle modalità di approvvigionamento dopo la scarcerazione di Vincenzo Pirozzi, che avrebbe deciso di organizzare diversamente i rifornimenti.

 

Dalle dichiarazioni emerge inoltre l’esistenza di almeno cinque piazze di spaccio, alcune fisse e altre itineranti, e un sistema di rapporti con ambienti riconducibili al clan Mazzarella.

 

Rione Sanità, le dichiarazioni del collaboratore nel processo

 

La collaborazione di Grosso rappresenta un nuovo elemento per l’accusa nel procedimento nato dall’operazione antimafia di marzo. Le sue dichiarazioni potranno essere confrontate con le intercettazioni e gli altri elementi già raccolti durante le indagini.

 

L’inchiesta punta a ricostruire il controllo delle attività illecite nel rione Sanità, i rapporti tra i gruppi criminali e le responsabilità individuali degli imputati.

 

Le affermazioni del collaboratore dovranno essere valutate e riscontrate nelle sedi giudiziarie, nel rispetto della presunzione di innocenza delle persone coinvolte nel procedimento.

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