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Coppa Italia: perché vedo il Napoli vittorioso

Il Napoli è uscito con onore e con tanta sfortuna dalla Champions League. Per un gol. Un record negativo nella massima manifestazione europea per squadre di club. Complimenti, comunque.
Il Napoli è uscito con qualche colpa e certamente con minori meriti dall’Europa League: ha addirittura rischiato di essere eliminato nel turno precedente dallo Swansea. Resta il rammarico.
Il Napoli è quasi aritmeticamente terzo in campionato. Juve prima: abissale lo svantaggio; Roma seconda: notevole lo svantaggio. Gli azzurri hanno fatto peggio rispetto al precedente torneo, quindi, purtroppo, dovranno disputare i preliminari di Champions. Il rammarico aumenta, ma senza una valida fase difensiva è quasi impossibile essere competitivi al massimo.
Il Napoli è in finale di Coppa Italia. Una gara da vincere, un’altra Coppa da mettere in bacheca.  Per il prestigio; perché darebbe più significato al primo anno di Benitez alla guida degli azzurri; perché sarebbe il quinto successo del Napoli nella manifestazione tricolore (dopo quelli del 1962, 1976, 1987 e 2012); perché gli consentirebbe di affrontare la Juventus nella Supercoppa italiana. Dunque, Coppa Italia da vincere ad ogni costo.
Il Napoli, a mio avviso, arriverà quale favorito al big match di sabato notte contro la Fiorentina del napoletano Montella. Ecco i motivi.
Per l’attuale classifica del campionato; per il numero e per la qualità degli assenti nella Fiorentina; perché in una gara secca il Napoli ha più volte ingigantito le proprie virtù e ha nascosto i limiti indiscutibili; perché già altre volte gli azzurri contro le big si sono esaltati, hanno dato il meglio e hanno vinto; perché, aritmetica a parte, ritengo che valga di più il pareggio del Napoli a Milano contro l’Inter che la vittoria dei viola a Bologna. Mi sembrano validi questi motivi per essere ottimista senza ricordare che negli scontri diretti Napoli e Fiorentina hanno vinto sul campo dell’avversario: Napoli al Franchi, Fiorentina al San Paolo. Cosa accadrà a metà strada, all’Olimpico di Roma? La ragione, al di là dell’amore, mi fa dire Napoli.
Infine, una speranza e un ricordo. La speranza è di poter rivedere insieme Insigne e Immobile. Per ora, in Brasile con l’azzurro dell’Italia. Poi, chissà… Il ricordo è rivolto all’immenso Vujadin Boskov, allenatore del Napoli dal 1994 al 1996. Una figura carismatica, un tecnico competente, di levatura mondiale, un Uomo di grande spessore. Ho ancora nella mente e nel cuore i giorni trascorsi insieme a Soccavo e durante le trasferte, i suoi insegnamenti, le sue memorabili battute che spesso sembravano assurde, ma tendevano solo a sdrammatizzare il gioco del calcio. Ciao, grande Vuja!

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