/ LUCIANO CASTELLINI: “MERET BUON PORTIERE, VICARIO NON E’ PIU’ FORTE. SBAGLIATO IL DUALISMO CON MILINKOVIC”

LUCIANO CASTELLINI: “MERET BUON PORTIERE, VICARIO NON E’ PIU’ FORTE. SBAGLIATO IL DUALISMO CON MILINKOVIC”

L’ex portiere del Napoli a Radio Marte ha commentato i voti per la top 11 ed anche il futuro della ‘porta’ degli azzurri.

 

SU MERET, MILINKOVIC E VICARIO

 

 

 

“Ho allenato con la Federazione Meret, è un buonissimo portiere. Il dualismo con Milinkovic – ha detto Castellini a Radio Marte – non va bene assolutamente. Uno dei due magari caratterialmente sarà più forte e l’altro si accontenta ma a me non piace. Vicario più forte di Meret? Un conto è giocare con l’Empoli e un altro con il Tottenham, dove non ha fatto benissimo. Il livello, con tutto il rispetto, si è abbassato negli ultimi anni. Il mio idolo da ragazzo era Ghezzi, perchè ai miei tempi non avevo televisione e vedevo qualche immagine solo nella settimana Incom al cinema. Vedevo Ghezzi che si buttava in mezzo alle gambe degli avversari e mi incantai e lo emulai all’oratorio”.

 

 

 

“IO PRIMA DI TAGLIALATELA E ZOFF? ORGOGLIOSO DEI VOTI DEI TIFOSI”

 

 

Infine Castellini ha commentato la vittoria nel sondaggio dei tifosi ‘marziani’ (qui i risultati nel dettaglio) che hanno votato proprio il ‘giaguaro’ come miglior portiere di sempre della storia del Napoli. “Mi fa molto piacere, sono orgoglioso anche perchè dietro di me c’è Taglialatela che ha cominciato con me al Napoli e Zoff che è il mio testimone di nozze ed è un mio grande amico. Sono molto lusingato per queste votazioni. Zoff era più bravo di me, sono stato la sua riserva in Nazionale per cinque anni. Lui, da amico, mi diceva che avrei dovuto protestare per giocare al posto suo ma io gli rispondevo “Ma che diavolo dici?”, perchè era più forte.

 

 

 

 

IL RIMPIANTO PER LO SCUDETTO PERSO

 

 

 

“Abbiamo perso uno scudetto nel 1975 – ricorda Castellini a Radio Marte – per un’autorete contro una squadra affatto forte. Se sono stato premiato anche per la mia dedizione alla causa azzurra sono felice, del resto quando perdevo mi vergognavo, stavo chiuso in casa sino alla ripresa degli allenamenti. Non come oggi, dove i calciatori mettono la mano sul cuore e poi cambiano squadra ogni cinque mesi. Non li giudico, ma è strano. Amo Napoli, ogni anno vengo a Ischia, mia moglie è nordista ma siamo innamorati di Napoli e verrebbe domani a vivere da voi. La verità è che uno che che si trova male a Napoli è perchè non sa vivere”

 

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