De Laurentiis: “Stadio? Bisognerebbe ammettere di non tifare Napoli ma Inter”

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Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, è intervenuto  alla presentazione del libro del professor Nicola De Ianni, “Il calcio italiano 1898-1981. Economia e potere”, all’università Federico II a Monte Sant’Angelo. Tra gli argomenti tirati in ballo, anche l’idea di acquistare una squadra negli Stati Uniti: “Ci sto pensando, sarebbe un mercato con un bacino pazzesco. Ma sto anche pensando a costruire un centro sportivo tra Torre Annunziata, Pompei ed Ercolano. Pensate che senso di internazionalizzazione darebbe un centro del Napoli tra Pompei o Ercolano”. Quindi al termine della tavola rotonda, un momento di riflessione con i giornalisti: “Conosco Diego e Andrea Della Valle perché sono miei soci in varie attività, poi ognu no di noi è padrone a casa propria. La nostra conversazione nei cda, anche abbastanza rara, non ci consente di confrontarci sul quotidiano a livello sportivo. Non conosco la Fiorentina a livello di gestione così come Della Valle non conosce il Napoli sotto il profilo gestionale. Mi fa piacere però che Napoli e Firenze siano così in alto in classifica, sono due espressioni importanti dell’Italia a livello promozionale. Sarà una sfida molto importante, noi abbiamo sempre detto la nostra contro di loro. L’anno scorso si fece male Insigne, stavolta faccio le corna e spero che non succeda niente. Contro la Fiorentina abbiamo sempre espresso un bel calcio, quest’anno lo stanno facendo anche loro, penso che tutti i calciatori dell’una e dell’altra parte daranno il massimo. Merito anche dei due allenatori che sono riusciti a dare stimoli importanti”. Sullo stadio: “Non posso avere una dialettica con il Comune. Abbiamo fatto tutti i passi che la legge ci obbligava a fare, abbiamo scelto con acume e con diligenza un architetto in grado di modificare il San Paolo come ha fatto con lo Juventus Stadium. Non è facile modernizzare uno stadio esistente, abbiamo letto tanti articoli che ci hanno raffigurato lo stato di fatiscenza dello stadio stesso. Mi dà fastidio aver mischiato degli interventi urgenti su questa struttura con quelli che saranno le innovazioni successive. In una cena con De Magistris eravamo d’accordo, ci lasciammo tra abbracci e strette di mano. Abbiamo presentato lo studio di fattibilità il 15 luglio, il piano economico e finanziario il 31 luglio. Mi aspettavo che la convenzione transitoria per far sì che uno diventasse operativo arrivasse molto prima. Già l’Uefa mi ha concesso di giocare le coppe facendomi dare il permesso dall’amico Zamparini, da Palermo, perché ancora mi mancava l’ok di Napoli. Io sono andato avanti con le mie cose facendo finta che lo stadio ci fosse, abbiamo fatto in modo che il miglior campo d’Italia non fosse danneggiato da due concerti, non abbiamo potuto fare come ogni anno le nostre due partite a Napoli. Non mi sembra che questa città sia dalla parte del Napoli perché tutto puoi dire, tutto puoi fare, puoi stare anche contro De Laurentiis, ma non puoi stare contro il Napoli. Perché se stai contro il Napoli lo devi dire, devi avere la forza di dire che sei interista, non che non ti presenti in consiglio. Non si va in consiglio senza i numeri. Ma non mi inquieto, è un problema loro. Voglio vedere fino a che punto questa città mi seguirà. Uno stadio da un’altra parte? L’alternativa comunque presuppone di giocare al San Paolo in attesa eventualmente di costruire una nuova struttura altrove. Non è soltanto un problema nostro, ma del Ministero dell’Interno. Difficile immaginare di fare un investimento da 3-400 milioni di euro altrove costruendo non soltanto lo stadio, ma strutture sinergiche correlate. A Caserta c’è una struttura commerciale che attira 19 milioni di visitatori l’anno, crearne un’altra fuori Napoli che abbia la stessa valenza lo detterebbe il mercato. Nella fase 2 del nostro piano ci sono 47mila metri quadrati di commerciale, un Napoli Live che comprenderebbe di tutto, anche l’alimentazione”.”. Sul campionato e lo scudetto: “Viviamo partita per partita, cosa che cerco sempre di dire agli allenatori, invitandoli a non farsi fregare dai media. Dai tifosi posso pensare ad arrivare sempre più in alto, da industriale del calcio dico che devo stare coi piedi per terra cercando di lavorare affinché i cespiti, i ricavi aumentino sempre di più. Io in questi due anni ho perso 100 milioni, non sono andato in Champions League e ho chiuso il bilancio in rosso, ma non ho detto nulla perché la mia solidità finanziaria mi consente di essere sereno. Chiuderemo in rosso di 12-15 milioni, meno di quanto pensavamo. Da quando c’era Mazzarri ho provato a prendere Verratti, ho sempre inseguito un regista. Qua si è già giocato al massacro con Valdifiori, ma il tempo è galantuomo e ci sarà il momento in cui questo ragazzo sarà ben valutato. Ho sempre avuto un Napoli che mi ha intrigato, da Reja a Mazzarri, da Benitez a Sarri. In questo c’è molto cinema, c’è molta capacità di vedere i giocatori che si ha a disposizione. Apprezzo molto Sarri quando non parla di mercato, ci sono persone adatte a questo. Sono stato bravo a non ascoltare le varie sirene, avrei potuto prendere 98 milioni di euro soltanto vendendo Higuain, ma questi sono giocatori del Napoli e non si toccano. A volte sono soltanto beghe dei procuratori”.”. Ancora elogi a Sarri: “Ha portato un senso di disciplina interiore incredibile, una capacità di sentirsi parte integrante di un organismo, di un progetto che prima non c’era. Il problema non è solo nel modulo, negli schemi, ma anche con quanta forza, consapevolezza un allenatore sia sul pezzo e con quanta presenza faccia lavorare una squadra. Rispetto a prima, c’è tutto un altro modo di fare allenamento”. Nessuna polemica con la nazionale per la vicenda Insigne: “Ringrazio Castellacci e Conte perché intanto hanno dimostrato che si vince lo stesso. Può capitare che un ragazzo già affaticato da una precedente partita possa subire un fastidio muscolare o quant’altro. Non sono contro le convocazioni in nazionale, ma bisogna regolamentarle. Non lo è stato fatto anche sul piano dei compensi. Bisogna ringraziare entrambi perché hanno capito che se avessero continuato ad allenare Insigne, il fastidio avrebbe potuto avere ripercussioni maggiori. Lorenzo soltanto martedì si è riaggregato al gruppo. Sentire Conte? Non è assolutamente vero, così come non ho parlato con Renzi”. Quindi una precisazione sullo stadio ‘in affitto’: “Non c’è bisogno di presentare domandine, perché c’è una proroga momentanea della convenzione in essere fino all’approvazione della nuova. Abbiamo un’agibilità temporanea per tutto l’anno. Ci mancherebbe che ci mettiamo a compilare domandine”. Infine sulle denunce fatte in passato: “Infront? Fifa? Uefa? Ho sempre denunciato certe cose ragazzi miei, ma voi mi avete accompagnato? Mi avete fatto da sponda? La sponda me la sono fatta da solo”.