Spalletti: “A essere sotto esame sono io, non i calciatori. Sarri tecnico di livello, Mertens può essere decisivo”

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Luciano Spalletti parla alla vigilia della sfida contro la Lazio.

Il Napoli è in emergenza. E’ l’occasione giusta per dimostrare la mentalità?

“Ci sono da fare delle precisazioni. Questa è una rosa di un certo livello, abbiamo avuto problemi anche all’inizio della stagione a centrocampo. Mertens si è operato alla spalla. Con queste risposte daremo un’impronta al cammino che dobbiamo fare. Non dobbiamo dimostrare nulla e innervosirci. Dobbiamo lavorare in maniera seria e corretta. Ciò che trova la soluzione a tutto è questo. Continuiamo con il nostro metodo. Dobbiamo arrivare ad un livello superiore senza farci coinvolgere da polemiche o risposte. Se andiamo a giocare lì quella partita con lo Spartak con quel clima e prendiamo rigore dopo 30 secondi, il primo che deve fare un esame di coscienza sono io. Si possono fare tanti discorsi, ma è il trovare ciò che arriva ai singoli calciatori”.

Domani è una giornata suggestiva. Ci sarà la posa della statua di Maradona. Che energia darà questa cerimonia? Ha un suo ricordo di Maradona?

“Maradona è sempre nei pensieri dei calciatori. E’ ovunque, a cena in ritiro sono venute fuori le canzoni su Diego. Non importa sapere se è stato un buono o un cattivo esempio e se è stato il più grande numero 10 della storia del calcio, è importante conoscere il vuoto che ha lasciato. Non si è mai visto uno smarrimento del genere nella storia del calcio. E’ stato il più grande di tutti, ci ho giocato una volta contro e me lo ricordo benissimo che ci ha creato a livello di difficoltà. Forse per capire la profondità della sua anima, va ascoltato quando cantava”.

E’ il momento di alzare il livello. Che peso specifico ha questa partita contro la Lazio?

“Assume un peso diverso perché veniamo da questi due o tre risultati che non sono stati quelli che avremmo voluto. Naturalmente abbiamo una squadra che è del nostro livello, fa parte di quelle 7 proprietà del condominio per lo scudetto. Noi dobbiamo pensare al calcio che vogliamo proporre senza farsi ribaltare da un risultato. Ci sono gli episodi che possono condizionare l’andamento delle cose”.

Si è parlato tanto della mancata stretta di mano a Rui Vitoria?

“Non cambierò mai. Mia madre mi dice sempre di non cambiare a 90 anni, in Russia io ho allenato e ci sono persone vere che hanno un comportamento di quelli seri e da persone perbene, ci sono società serie che sanno stare in un calcio europeo. Poi c’è lo Spartak che pensa di fare quello che gli pare. Per quanto mi riguarda, mi comporto diversamente. Si parla di persona e non attraverso i tweet. Io l’ho detto in conferenza stampa. Poi si parla più di questo che del comportamento dei giocatori dell’Inter che sono venuti ad abbracciarmi. Ho ricevuto una grande accoglienza”.

Come stanno Insigne e Fabian?

“Lorenzo è a disposizione. Ho rivisto il Lorenzo che mi aspetto. Stesso discorso per Fabian”.

E’ stato troppo offensivo a Mosca?

“Potevo fare qualcosa durante la partita, ma abbiamo preso gol subito e questo ci ha condizionato. Il dubbio mi rimane e mi sono preso le responsabilità”.

 A Mosca ci ha fatto vedere qualcosa di nuovo. Dobbiamo abituarci a vedere qualcosa di diverso?

“Saper fare qualcosa anche durante le partite può essere una soluzione in più. Bisogna stare attenti alla linea sottile dal proporre qualcosa di diverso e fare confusione dentro la squadra. Sicuramente è importante proporre qualcosa dentro le partite, le grandi squadre lo fanno”.

Sarri che avversario è?

“E’ un avversario difficile, qui lo hanno visto come da altre parti. E’ bravo ad organizzare il gioco di squadra, è bravo nel mantenere questa squadra corta, è bravo a fare questa ragnatela di passaggi stretti. La Lazio sta bene e sarà una partita di livello”.

Cosa cambierà senza Osimhen?

“Osimhen è un calciatore un po’ unico perché ha tutte le caratteristiche. E’ completo, deve migliorare e raffinare la tecnica. Le altre caratteristiche le ha tutte. Mertens non ne sbaglia una nella scelta di posizionamento, ma ovviamente non fa uno strappo di 70 metri. Se gli capita una palla al limite o dentro l’area la mette dove vuole. Petagna ha altre caratteristiche, quindi siamo abbastanza completi. Per ora si continua a lavorare in maniera corretta”.

Come sta Demme?

“Sta bene, ci sono giorni in cui è rimasto a casa e questo può influire nella prestazione. E’ con noi e ha caratteristiche differenti, può ricoprire più posizioni, conosce il lavoro del centrocampista e del mediano”.

Elmas sta cominciando a diventare determinante. Qual è la sua posizione migliore?

“Elmas è una bella persona, è sempre sorridente. Lui mantiene la stessa faccia quando viene scelto o no. Secondo me è un centrocampista, è un trequartista, poi siccome ha questa disponibilità lo puoi mettere dove vuoi, ma se lo vuoi agevolare, sono convinto che vada tenuto dentro il campo”.

Il Napoli ha subito sei gol nelle ultime tre partite.

“Questo fa parte delle qualità che bisogna migliorare e dei livelli di prima. Diventa completo il discorso. Non dobbiamo lasciare spazio tra la difesa e la linea di metà campo. La prima qualità e la prima attenzione è quella di avere una linea corta con il resto  della squadra”.

Quanto l’essere camaleontico può giovare in questo momento al Napoli?

“Secondo me bisogna lavorare ancora più in profondità, avere soluzioni è un vantaggio che si dà alla squadra”.

Il bottino dei trequartisti è un po’ povero. Manca brillantezza?

“Penso che il discorso del gol in totale sia buono. Se si va nello specifico alla trequarti, c’è qualcosa che dobbiamo andare a migliorare e fare di più. Bisogna credere in quel gioco di entrare dentro il campo e perfezionare la qualità nello stretto”.

Si può proporre un 3-4-2-1?

“E’ corretta questa cosa. Se lei ci dà il suo assenso, siamo più contenti”.

Mertens può essere decisivo?

“Non è uno che ha problemi, è uno di quelli che sa fare benissimo il ruolo dell’attaccante che non dà riferimenti. Affronterà l’allenatore che li ha insegnato questo ruolo”.