Rafa Benitez parla alla vigilia della trasferta con il Sassuolo.
Mazzarri ha parlato di un De Laurentiis ancora innamorato di lui. E’ geloso?
“Sinceramente non parlo dei colleghi, penso soltanto al mio lavoro”.
Al Real Madrid i miti del passato sono sempre presenti. Cosa potrebbe dare Maradona ambasciatore del Napoli?
“Non è il mio lavoro, lui è un mito, lo conosciamo tutti. Per me la cosa importante è il Sassuolo. Con Diego parlai a Liverpool, sono stato contento di vederlo al San Paolo”.
Con il Sassuolo ci fu il primo calo stagionale. Teme la deconcentrazione?
“No, il calcio comunque è uno sport particolare e può succedere di tutto. Abbiamo parlato della sfida con l’Atalanta, abbiamo perso per gli errori commessi nel secondo tempo. Questa gara deve essere diversa e abbiamo lavorato con questa idea”.
Il Napoli ha perso 16 punti con le piccole. Come mai?
“Chiaramente ogni partita è diversa. Con l’Udinese vincevamo 3-2 e abbiamo sbagliato, stesso discorso con il Bologna. Diversa quella con l’Atalanta. Contro altre squadre, invece, abbiamo fatto bene. La chiave sarà la mentalità e la concentrazione”.
E’ soddisfatto di quanto realizzato finora?
“Sicuramente sì, ma voglio fare ancora meglio. Se vinciamo a Sassuolo, avremo più fiducia per lo Swansea. Oggi dobbiamo continuare così”.
Contro le piccole, è stato sbagliato l’approccio?
“Sì ma devo dire che ho visto le statistiche nei primi quindici minuti, siamo la squadra che ha fatto più gol. Vuol dire che l’approccio non è sempre lo stesso. Questo dobbiamo migliorare: lavoriamo con loro”.
In che cosa il Napoli deve migliorare?
“L’allenatore è l’eterno insoddisfatto. Contro la Roma, è stata una partita bellissima: possiamo migliorare la fase difensiva e davanti potevamo segnare ancora. Credo che il bilancio sia stato positivo”.
Può giocare Henrique dal primo minuto?
“La sua questione è di tempo: mi piace se un giocatore arriva e conosce il campionato come Jorginho, può giocare subito. Ghoulam ha fatto 20 minuti a Bergamo e poi si è inserito, con Henrique abbiamo tempo. E’ un giocatore di qualità, ma gli manca un po’ di tempo: l’ho fatto esordire per fargli assaporare l’atmosfera del San Paolo. Non credo sia ancora al 100%”.
La vittoria con la Roma che segnale ha dato alle avversarie?
“Il nostro messaggio è stato molto positivo: c’è stata qualità, abbiamo dimostrato di poter fare bene”.
Sono stati gli interpreti a fare la differenza?
“Assolutamente sì. Al di là del modulo, sono i giocatori a contare tanto. Noi allenatori non dobbiamo disturbare troppo. Se Higuain, Callejon e Inler giocano bene, lasciamoli fare perché fanno la differenza”.
Napoli impegnato su tre fronti. Qual è la priorità?
“Il campionato, noi dobbiamo entrare in Champions, poi penseremo all’Europe League: è un torneo difficile e lungo, non possiamo puntare tutto su questa competizione. Ora la priorità è il Sassuolo, alla finale di Coppa Italia manca qualche mese, poi c’è l’Europe League”.
Sarà una prova di maturità domani?
“Dobbiamo avere lo stesso livello, non dobbiamo sbagliare la sfida con il Sassuolo. Ci permetterà di credere che possiamo puntare al secondo posto. Sarà una prova di maturità per tutti”.
E’ sorpreso da Callejon?
“No, conoscevo la sua mentalità. Per me può arrivare in nazionale: ho parlato con lo staff della Roja, lo stanno valutando con attenzione per il Mondiale”.
Come sta Reina?
“Ha fatto un lavoro specifico con Xavi Valero, ancora gli manca un po’ e per questo abbiamo portato Contini”.
Behrami è affidabile?
“Sì lo è sempre, non ha giocato novanta minuti, ma lo è”.
Higuain fa la differenza?
“Assolutamente sì, non solo per i gol ma per il suo impatto alla squadra. Il Sassuolo è cambiato molto, punterà al risultato”.
Come sta Mesto?
“Tempo fa ho avuto una riunione con Bigon: gli abbiamo offerto un nuovo contratto. La prossima settimana ci sarà l’annuncio, si sta allenando con la squadra. E’ molto vicino al suo recupero. E’ un professionista al 110%”.
Ha trovato i gol su palla inattiva?
“Non è male la nostra percentuale. Lo schema con la Roma lo abbiamo provato spesso. Fernandez ha un prezzo ed è costato meno rispetto a chi sta giocando titolare nelle altre squadre. E’ un centrale giovane, ascolta e vuole imparare”.
Perché Vargas al Valencia?
“A me piace, ha molta qualità. Ma era difficile trovare spazio nell’anno del Mondiale, Valencia è un’opportunità. Mi sembrava giusto lasciarlo giocare”.