/ Sarri: “Sono un allenatore da progetto, l’Empoli ci è davanti di anni”

Sarri: “Sono un allenatore da progetto, l’Empoli ci è davanti di anni”

Maurizio Sarri parla alla vigilia della sfida con l’Empoli.

Domani torna ad Empoli. Avrà un po’ di emozione?
“Tornare in un posto come Empoli per me è motivo di grande soddisfazione. Rivedo persone cui sono affezionato. Dispiace giocare contro queste persone, ma poi c’è la partita e i ragazzi mi sembrano in crescita. Dobbiamo giocare con grande determinazione, senza commettere l’errore di sottovalutare l’avversario. La stragrande maggioranza dei nostri giocatori ha preso quattro gol ad Empoli”.

Higuain è rimasto a Castel Volturno durante la sosta assieme a Callejon. E’ un indizio?
“Quello del partner di Higuain sarà il tormentone. Abbiamo sei giocatori forti, quattro giocano e due restano fuori. Più spazio di tutti, nella normalità, ce l’avrà Higuain”.

Qual è il problema del Napoli?
“Ci vuole tempo, non per passare da uno schema ad un altro, ma per cambiare la mentalità”.

I 55 minuti offerti contro la Sampdoria possono aumentare?
“Non mi aspetto grandissimi livelli per 90 minuti, questo non succede mai. Mi aspetto una squadra che possa gestire i momenti. Se prendiamo due gol in un minuto, non è un calo fisico, ma una paralisi. Dobbiamo gestire i momenti della partita anche quelli difficili”.

Dovrà lavorare dal punto di visto psicologico per migliorare la classifica?
“Lavorare a livello di testa è una parola grossa. Un punto in due partite ora può fare sensazione, ma se uno prende un allenatore con le mie caratteristiche, lo sa. Io sono un tecnico da progetto. Chi l’ha preso, lo sa. Ad Empoli feci 4 in 9, poi 23”.

C’è qualcuno che ti preoccupa dei nazionali?
“Mi preoccupano tutti. Voglio congratularmi con l’Albania che non ha fatto giocare Hysaj, non posso dirlo della Romania che ha fatto giocare Chiriches. Koulibaly è rientrato tardi. I centrali sono stanchi, Hysaj è completamente recuperato”.

Qual è l’insidia principale dell’Empoli?
“Si affronta una squadra che ha tre anni di lavoro. Noi saremo così. Tatticamente è una squadra preparata e costituita da giocatori sottovalutati. Ci sono dieci buoni giocatori e il fuoriclasse che è Saponara che a fine stagione sarà destinata ad una top”.

A che punto è la crescita della fase difensiva?
“E’ presto per dirlo ora. Per 55 minuti la linea si è mossa bene, poi ci abbiamo messo cinque minuti di follia. Non ci sono solo spiegazioni tattiche.  Abbiamo improvvisamente perso le sicurezze e abbiamo commesso errori di una gravità assoluta”.

Comincia il primo tour de force. Ha già pianificato la gestione delle forze?
“Preferisco vedere partita dopo partita. Lunedì mattina facciamo allenamento e poi pensiamo a chi deve riposare in Europa League. Non faccio una pianificazione di lungo periodo. In certe zone del campo possiamo variare senza scompensi e faremo i cambiamenti maggiori, per il resto vedremo”.

Parliamo del trequartista. Insigne ha detto che si trova bene nel ruolo. Cosa gli manca?
“Sarebbe un discorso lungo. Lorenzo ha fatto 60 minuti contro la Sampdoria da grandissimo trequartista, poi ha delle qualità per cui può fare di più. Deve migliorare i tempi d’attacco della profondità. Ha margini di miglioramento abbastanza notevoli. E’ un ragazzo sorprendere per applicazione. Ha una facilità di corsa mostruosa, per me può fare un grande salto di qualità a livello europeo. Sono convinto che possa farlo, ma stiamo lavorando anche ad altre soluzioni”.

Il Napoli avrà il piglio della grande squadra?
“E’ un passo da fare obbligatorio, altrimenti non vedo come possiamo fare il salto di qualità. Noi dobbiamo fare dei passi in avanti, altrimenti rischiamo di essere tagliati fuori dall’alta classifica. E’ un percorso da fare in tutti i modi. I ragazzi sono i primi ad essere consapevoli, faticano a trovare motivazioni in certe partite e pagano dazio. Se siamo consapevoli, è già un passo in avanti”.

Quali altre soluzioni sta provando?
“Nelle ultime settimane abbiamo lavorato sul 4-3-3 anche se mi piace più il 4-3-2-1, ma per caratteristiche dei giocatori è meglio il 4-3-3”.

Le è dispiaciuto non avere Soriano. Zuniga può essere reintegrato?
“Zuniga non l’ho convocato per domani. In questo momento non è ancora nel pieno della condizione, deve fare un percorso abbastanza lungo. Viene da problemi fisici importanti e delicati. Stiamo cercando di impostare un percorso per tornare competitivo dal punto di vista fisico, se ci riesce poi lo inseriremo dal punto di vista tattico. Soriano? Mi piace, ma non sono preoccupato della sua assenza. Giocherà qualcun altro”.

Qual è il discorso per De Guzman?
“C’è un discorso societario in corso. Il ragazzo ha presentato un certificato medico e la società sta verificando le sue condizioni salute”.

La preoccupa la dissafezione dei tifosi?
“Può essere una conseguenza di 2000 cose, 1999 non dipendono da noi, una sì e noi pensiamo solo a fare grandi prestazioni. Il primo tempo con la Samp il San Paolo era carico e in ebollizione, nel secondo tempo abbiamo fatto poco. Possiamo solo trascinarli”.

Può giocare Gabbiadini domani?
“Ci si può aspettare di tutto. Ho parlato con Manolo due o tre giorni fa: gli ho detto come mai il lunedì parto con l’idea che giochi tu, poi il giovedì cambio idea? Deve fare ancora qualcosa. Gli manca poco. Può andare dentro o domani o giovedì. Mi aspetto una risposta forte da parte sua. L’ho visto un po’ molle, ma probabilmente non era così. Doveva migliorare la condizione”.

Come sta Higuain?
“Ha giocato 50 minuti di alto livello, poi ha avuto problemi come gli altri”.

Vede Allan in posizione centrale?
“No, per me il vertice basso deve essere un palleggiatore. Non voglio un incontrista davanti alla difesa”.

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