/ Sarri: “Mettiamo più cazzimma negli allenamenti che in partita, ma stiamo crescendo”

Sarri: “Mettiamo più cazzimma negli allenamenti che in partita, ma stiamo crescendo”

Maurizio Sarri parla alla vigilia della sfida con il Club Brugge

Domani c’è il debutto in Europa. Come lo sta vivendo?
“Sono molto concentrato sulla squadra e sinceramente non ci ho pensato più di tanto. Magari domani avrò un po’ di tensione”.

Maradona e Ferlaino hanno parlato del Napoli. Maradona è convinto che con Sarri non si vinca, Ferlaino sostiene che manchi la cazzimma. Vuole replicare?
“Per quanto riguarda Maradona non dico nulla. E’ stato per me un idolo. Sono andato a vederlo in un ritiro a Reggello. Il fatto che mi conosca mi onora, non ho alcuna intenzione di rispondere a lui. Spero di fargli cambiare idea. Su Ferlaino, cosa devo dire. Queste partite sono state diverse da loro. Non penso che all’Empoli sia mancata la cazzimma. Abbiamo ribaltato due volte risultato ad Empoli, con la Sampdoria è stata diversa perchè ci siamo squagliati alla prima difficoltà. Mi auguro che la reazione di Empoli sia il segnale di una mentalità diversa”.

Con quali possibilità il Napoli affronta l’avventura in Europa League?
“E’ una competizione strana e difficile. Basta pensare che ci sono otto squadre che rientrano a gennaio. E’ difficile avere le idee chiare ora. In questo momento mi concentrerei solo sul girone e pensare di fare bene, poi vedremo cosa accadrà”.

Le prossime due partite sono importanti per puntellare il progetto?
“Sto vivendo questo momento normalmente. Fare buoni risultati aiuta notevolmente a crescere. In questo momento è più giusto concentrarsi sulle prestazioni, dove ci manca continuità. Non siamo stati fortunatissimi neanche a livello di episodi. Mezzo rigore su Hamsik ci poteva portare sul 2-0, abbiamo preso un gol di mano ad Empoli. Sul breve periodo questo può succedere. Dobbiamo lavorare su tutto il resto che bisogna commettere meno errori durante la partita e gestire anche i momenti. Speriamo di migliorare e farlo velocemente. Riuscirci ci aiuterebbe, ma io mi concentro sulla prestazione”.

Domani cambierà molto?
“Sicuramente ci sarà qualcosa di nuovo”.

Cambierà modulo. Partirà con il 4-3-3?
“Stiamo provando tutte e due le soluzioni, poi in base a chi gioca sceglieremo il modulo. Magari li vedremo entrambi. La penso come Dries. Non c’è un modulo con cui si vince, cambiano soltanto alcuni accorgimenti”.

Lei ha definito la squadra in crescita. Quanto tempo si è dato?
“Non sono d’accordo sulle prestazioni. Ci è mancata soltanto continuità. Abbiamo mostrato di essere una squadra vera. Siamo molto più avanti, ne ho parlato anche con Maccarone. La sensazione mia è la stessa. Non credo ci manchi molto. E’ una squadra  che ha forte applicazione. In allenamento abbiamo la capacità di lavorare su alta intensità. A volte la ‘cazzimma’ è maggiore in allenamento che in partita. Noi dobbiamo diventare più sicuri e bravi. Un quarto d’ora storto può capitare, ma non dobbiamo subire come è accaduto ad Empoli, quindi dobbiamo gestire le situazioni”.

Ti aspettavi le difficoltà dei mediani?
“Nei primi venti minuti le difficoltà ad Empoli sono arrivate in fase d’interdizione. Mi aspettavo il momento difficile di Valdifiori, probabilmente Hamsik era tornato dalla nazionale e ha fatto fatica anche Allan che poi  venuto fuori abbastanza bene. Mi aspettavo meno difficoltà in fase d’interdizione. Diventa anche il lavoro di Insigne”.

Il calcio è uguale ad Empoli e Napoli?
“Per me sì, per l’ambiente ovviamente no”.

Cosa le è piaciuto del Napoli?
“Mi fa stare tranquillo l’applicazione degli allenamenti. La chiusura degli allenamenti non dipende da me. Non credo ci siano le strutture per aprire a tante persone. E’ un dispiacere avere le curve chiuse domani. Questi provvedimenti non li capisco, se ci sono dei responsabili, si devono arrestare loro. Ad Empoli abbiamo cominciato con 2mila spettatori e abbiamo finito con 18mila. Sta a noi riempire lo stadio. Non dimentichiamo che siamo uno dei paesi più poveri d’Europa e quindi si fa fatica ad andare allo stadio. Tutto il resto dipende da noi. Se facciamo due partite come i primi 50 minuti contro la Sampdoria, il San Paolo si riempie. Dobbiamo farci amare”.

Cosa è cambiato dato che prendete sempre gol?
“Prima prendevamo i gol a uomo – sorride – ora a zona. Possiamo migliorare. Purtroppo ci stanno venendo dei piccoli errori: domenica abbiamo preso gol per guardare l’uomo e non il compagno. E’ anche difficile riuscire a far cambiare modo di pensare a giocatori che hanno avuto percorsi diversi. Magari è difficile adeguarsi in partita, In tutte le mie esperienze dopo 10 partite avevo la miglior difesa del campionato e poi siamo migliorato. E’ questo il mio modo di vedere calcio ed è inutile snaturarmi”.

Domani Reina può raggiungere il record di 142 presenze in Europa?
“Gabriel o Rafael sono alla pari. Scelgo di settimana in settimana. Non vedo perché devo dare le gerarchie. Non so se Reina giocherà, ne parleremo domattina assieme al medico e valuteremo lo stato di recupero di tutti”.

Senza Insigne si possa al 4-3-3?
“Veramente abbiamo la possibilità di El Kaddouri per giocare con il rombo. Con Callejon e Mertens è più complicata. La scelta del cambio di modulo dipende da questi giocatori. Per me siamo più adatti a giocare con le due punte: sia Higuain che Gabbiadini si esaltano così, ma ci sono anche attaccanti esterni come Callejon e Mertens. Insigne sta dimostrando che può fare il trequartista. Da una parte può essere una difficoltà, da un’altra un’arma importante perché ci consente di cambiare il modulo rimanendo forti. L’unicio dubbio che ho è quello di abbandonare Higuain a se stesso: con uno accanto, è di una pericolosità estrema. I centrocampisti sono migliorati molto nei tempi nei 25 minuti finali di Empoli”.

Come si trasmette la personalità?
“I giocatori sono forti, combatterò e difenderò sempre la squadra. Le critiche fatele a me. Spero che questo possa rasserenarli. Credo di aver fatto scelte importanti e anche apparentemente folli. Sono sempre stato accompagnato da scetticismo e se sono arrivato fino a qui, vuol dire che ho personalità. Devo trasmetterla ai miei giocatori”.

Valdifiori ha avuto i crampi. Come mai gioca sempre dall’inizio?
“Sta avendo delle difficoltà fisiche, è un fine palleggiatore nel senso che ha una grande velocità d’idee. Bisogna essere poco preoccupati perché crescerà e poi c’è Jorginho che è importante”.

Strinic come sta? Potrebbe essere un’idea?
“Dal punto di vista fisico, è più avanti Ghoulam. Con la panchina ne posso portare uno solo, quello che gioca. L’altro non verrà in panchina. Hysaj comunque può giocare a sinistra, l’ha sempre fatto. Non capisco questa perplessità. Anche Maldini era un destro che giocava a sinistra. Ovviamente nessun paragone. L’anno scorso ha giocato a destra perché si è infortunato Laurini. Non ha una grande spinta ma è attento alla fase difensiva”.

Il rendimento di Albiol è in linea con quello che si aspettava?
“Secondo me ad Empoli ha fatto una buona partita. Sta crescendo tantissimo dal punto di vista tattico. Lui può migliorare a gestire l’uno contro uno, magari cercando di non intervenire ma indirizzando l’avversario. Sono molto contento di Albiol e cerca di recepire velocemente quello che stiamo cercando  di fare”.

Non sarebbe funzionale un calciatore come Koulibaly che è veloce?
“Koulibaly è stato fuori perché è stato in Sudafrica ed era stanco. Ho fatto una scelta diversa. Dal punto di vista fisico non ha limiti, può giocare ovunque. Ci mette dentro ancora qualche errore di troppo dal punto di vista tattico. Il gol del 2-2 con la Samp è stato massacrato Albiol, ma poteva chiudere Koulibaly e non ci è riuscito. Ora sta a lui, deve imparare i movimenti”.

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