Dries Mertens parla alla vigilia dela sfida con il Club Brugge
Si aspetta di giocare titolare?
“Per me è una partita speciale. Affrontiamo una squadra bela, spero di poter giocare”.
Quanto conta l’Europa League dopo un avvio stentato in campionato?
“Vogliamo vincere queste partita. Dobbiamo entrare in campo con la voglia per vincere tutte le partite. Non ci siamo riusciti ancora. Speriamo di vincerla domani”
Preferisci il tridente oppure con il rombo?
“Non è un problema, a volte si va a sinistra, a volte si va dietro la punta. Mi piacciono entrambi i moduli”.
Che tipo di atteggiamento si aspetta dal Club Brugge?
“Non è una squadra facile. Anche loro hanno qualche problema. Se stanno bene, sono pericolosi. Hanno perso con l’ultima in classifica, quindi sono pronti per vincere la partita. Noi dobbiamo sfruttare l’effetto San Paolo”.
Che messaggio vuol mandare alla gente di Napoli?
“Mi dispiace che le curve siano chiuse. Fa male un po’, li vogliamo sempre al nostro fianco. Per noi è importante di giocare al 100%, vogliamo vincere questa partita”.
L’anno scorso la semifinale, quest’anno qual è l’obiettivo?
“Voglio arrivare alla fine. Siamo pronti per fare questo in Europa League. Siamo stati sfortunati, proveremo ad arrivare fino in fondo stavolta. Proveremo a vincere. E’ la nostra mentalità e ci proveremo”.
Le piacerebbe rinnovare il contratto?
“Non c’è fretta, ho ancora tre anni di contratto. Qui sto bene, vedremo più tardi”.
Com’è questo gruppo?
“C’è grande qualità, siamo forti e siamo pronti alla partita”.
Il Belgio ha grandi talenti in tutti i ruoli al contrario dell’Italia. Qual è il modello vincente?
“Io penso al Napoli e concentrarmi su questo. Non posso dire cosa deve fare l’Italia per trovare talenti. In questo momento non c’è un giocatore del Club Brugge che milita in nazionale, ma hanno comunque elementi forti”.
E’ vero che fa meglio quando entra nell’ultima mezz’ora?
“Posso fare la differenza dall’inizio oppure posso cambiare la partita. Speriamo domani di essere titolare”.
La piazza si aspetta una vittoria. Sentite la pressione?
“Non sento la pressione, penso che abbiamo giocatori esperti e vogliamo fare una grande partita”.
Ad Empoli avete provato anche il 4-3-3. Le è sembrata più incisiva?
“Abbiamo cominciato il secondo tempo con il 4-3-1-2 e avevamo già cambiato la partita. Non incide il modulo”.
Qual è il problema allora? E’ psicologico?
“E’ sempre la stessa domanda. Vediamo domani come va. Siamo noi giocatori a dover fare la differenza”.