/ Sarri: “L’Atalanta in casa è una big, noi vogliamo regalare un buon Natale ai tifosi”

Sarri: “L’Atalanta in casa è una big, noi vogliamo regalare un buon Natale ai tifosi”

Maurizio Sarri parla alla vigilia della sfida con l’Atalanta.

Come si riprende il filo del discorso in trasferta dopo Bologna?
“Nelle ultime nove partite, ne abbiamo vinte sette. L’Atalanta è una delle grandi del campionato per quanto riguarda il rendimento in casa. Per noi non sarà facile, tengono tanto a questa partita e noi andiamo con la consapevolezza di fare bene”.

Il mercato?
“Ho solo detto che se la società aumenta le ambizioni, farà un mercato di conseguenza”.

Qual è il suo obiettivo?
“Penso solo ad una cosa: voglio fare una grande partita a Bergamo”.

Come giudica il rendimento degli attaccanti?
“Ne abbiamo sei che hanno segnato 44 gol. Non è facile quando le squadre si chiudono. Non penso che l’Atalanta farà così, in casa ha un rendimento positivo”.

Gabbiadini come sta?
“Ieri ha fatto il primo allenamento. Oggi decideremo se convocarlo”.

Quali sono le ambizioni?
Le ambizioni non sono ben delineate, vogliamo fare il meglio possibile. Sarà il percorso che ci dirà dove possiamo arrivare. Ne abbiamo cominciato uno nuovo e il percorso è lungo. Stiamo facendo meglio rispetto a quanto pensavamo a luglio”.

Reina e Higuain parlano di scudetto:
“Loro hanno parlato di sogno e non di altro. Il sogno è la benzina delle motivazioni, ma ci dobbiamo scontrare con una realtà particolarmente difficile. Per noi è motivo di vanto essere nelle zone altissime della classifica”.

Che cosa manca al Napoli per diventare un passista scalatore che vince il Giro?
“La Juve viene da una serie di vittorie consecutive, ha disputato la finale di Champions. Quindi è molto competitiva anche se hanno cambiato qualcosa quest’anno, l’Inter è la regina assoluta del mercato. Sono due candidate allo scudetto, noi abbiamo un percorso nettamente diverso, non stiamo sbagliando molto. Dal punto di vista della continuità non ci manca tantissimo ed è molto importante, in passato ci sono stati alti e bassi dal punto di vista motivazionale. La partita di domani è importante anche per questo. Il gruppo deve dimostrare di avere fame e voglia”.

Cambierà qualcosa a livello di formazione?
“Domani vediamo se cambio, alcuni giocatori hanno disputato l’intera partita mercoledì. Non solo Valdifiori e Mertens stanno crescendo: i segnali sono importanti e le rotazioni dopo la sosta possono cambiare. Ho visto una schermata sui 10 giocatori più utilizzati in serie A e non ce n’è manco uno del Napoli, quindi vuol dire che le rotazioni le abbiamo fatte”.

Possono migliorare i numeri offensivi?
“Se ci riusciamo, diventiamo una macchina da guerra. Ma per aumentarli, non dobbiamo perdere equilibrio. Non dobbiamo essere vulnerabili. A livello di mentalità, penso che la gara di domani sia più semplice perché tutti sono consapevoli della forza di questa partita. Tanti hanno giocato a Bergamo e sanno quanto sia complicato giocare a Bergamo. Con il Verona abbiamo dimostrato consapevolezza: passare ad uno stadio vuoto non è facile, quindi mi è piaciuto molto l’approccio. E’ importante avere soluzioni. In alcune partite come la Roma, uno come Gabbiadini ci sarebbe servito per sbloccare l’equilibrio”.

Cercate la vittoria per tenere lontana la Juve?
“Noi abbiamo gli stimoli a prescindere. Dobbiamo giocare per fare risultato a Bergamo senza pensare alla classifica perché questa per noi è una partita molto importante. Dobbiamo giocare per quello”.

De Laurentiis è pronto ad investire sul mercato. E’ soddisfatto?
“Dipende tutto da quello che vuole fare il presidente e da quello che vuole ottenere con questa squadra. Ancora non ne abbiamo parlato a fondo. Ho parlato solo con il direttore, ma non siamo andati a fondo. Ci sono allenatori che sono bravissimi a farsi comprare i giocatori, io no. Parto dal presupposto che devo migliorare i miei, quindi non penso al mercato. La mia testa va costantemente sul gruppo che alleno. E’ questo il mio lavoro, altrimenti avrei fatto il direttore sportivo. E’ un argomento che sinceramente mi interessa poco. Poi se il presidente mi dice che è cambiato qualcosa nella politica societaria. A giugno e luglio ci siamo detti che era un anno zero e poi avremmo tirato le somme al termine della prima annata”.

E’ importante che i centrali sappiano impostare?
“I nostri lo sanno fare. Se ci chiudono Jorginho, è una soluzione da adottare, altrimenti dovremmo farlo con i centrocampisti interni”.

Si aspettava qualcosa in più?
“I numeri sono già straordinari, abbiamo vinto 16 partite sulle 23 disputate. Abbiamo fatto benissimo finora. Sono contento. Poi è chiaro che non bisogna guardare indietro, ma penso a come migliorare”.

Un augurio ai tifosi?
“Spero che facciano feste tranquille e dobbiamo contribuire pure noi”.

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