La Regione Campania prepara una stretta contro gli scarichi industriali illegali che continuano a inquinare il fiume Sarno. Il presidente Roberto Fico ha annunciato l’intenzione di presentare un disegno di legge regionale per introdurre sanzioni amministrative più severe nei confronti delle imprese responsabili degli sversamenti. L’obiettivo è intensificare i controlli e impedire che le attività produttive compromettano gli interventi di risanamento ambientale già realizzati.
L’annuncio è arrivato durante l’audizione del governatore davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico, a Palazzo San Macuto, a Roma. Nel mirino soprattutto gli scarichi irregolari delle aziende del settore conserviero, che possono raggiungere il fiume anche attraverso i terreni e i corsi d’acqua collegati al suo bacino.
Fiume Sarno, Fico annuncia la stretta sugli scarichi industriali
Il presidente della Regione ha sottolineato la necessità di accompagnare le opere di bonifica con un rafforzamento delle attività di vigilanza sul territorio.
«Non è possibile che ancora oggi ci siano aziende conserviere che scaricano nel Sarno. Possiamo agire a livello regionale con una vigilanza maggiore e con un disegno di legge per avere penalità amministrative per le aziende che nel 2026 pensano di migliorare i propri bilanci sversando nei campi che finiscono nel fiume. Su questo saremo inflessibili».
La proposta legislativa dovrà essere elaborata e sottoposta al Consiglio regionale. L’intenzione è intervenire attraverso gli strumenti amministrativi di competenza della Regione, affiancandoli alle disposizioni penali già previste per i reati ambientali.
Per Fico, il completamento degli interventi infrastrutturali non può prescindere da un’azione efficace contro chi continua a scaricare illegalmente reflui industriali, mettendo a rischio i risultati raggiunti.
Bonifica del Sarno, eliminati 103 scarichi fognari su 113
Durante l’audizione, il governatore ha illustrato anche i progressi ottenuti negli ultimi anni nel percorso di risanamento del bacino idrografico.
Dei 113 scarichi fognari che confluivano direttamente nel Sarno, 103 sono stati eliminati. Ne restano dieci, che secondo il cronoprogramma illustrato dalla Regione dovrebbero essere chiusi entro la primavera del 2027.
I benefici riguardano una popolazione particolarmente ampia: su circa 420mila residenti interessati, 370mila hanno oggi i propri reflui convogliati verso gli impianti di depurazione, anziché direttamente nel fiume.
«Il fiume Sarno è molto più pulito del passato, a Castellammare di Stabia il mare è diventato balneabile», ha ricordato Fico, riconoscendo anche il contributo delle precedenti amministrazioni agli interventi realizzati.
Il bacino del Sarno interessa numerosi comuni delle province di Napoli, Salerno e Avellino. Nonostante la lunghezza relativamente contenuta del corso d’acqua, il suo sistema idrografico si estende su un territorio di oltre 500 chilometri quadrati, caratterizzato da una forte presenza di insediamenti urbani e attività produttive.
Risanamento del fiume Sarno, investimento da oltre 406 milioni di euro
Un altro elemento centrale della strategia regionale è rappresentato dall’accordo quadro quadriennale da oltre 406 milioni di euro, destinato agli interventi di riqualificazione ambientale e di contrasto al rischio idraulico.
Il programma, approvato dalla Giunta regionale nel giugno 2026, comprende opere per il miglioramento della funzionalità del fiume e dei suoi affluenti, il potenziamento dei sistemi di raccolta delle acque e il completamento della rete fognaria e depurativa.
La procedura di gara è stata avviata a luglio, mentre il termine per la presentazione delle offerte è scaduto il 25 settembre. L’obiettivo è procedere con l’affidamento degli interventi e accelerare l’apertura dei cantieri.
Per coordinare le attività è stata inoltre istituita una cabina di regia che coinvolge amministrazioni comunali, enti e rappresentanti istituzionali del territorio.
Fiume Sarno, l’opposizione chiede tempi certi per il risanamento
Sul programma annunciato dalla Regione sono intervenuti anche i rappresentanti del centrodestra, che hanno sollecitato maggiore chiarezza sulle scadenze e sull’effettiva realizzazione degli interventi.
Pino Bicchielli, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta, ha assicurato che proseguirà il monitoraggio sull’attuazione del piano.
«Continueremo a vigilare con la massima attenzione sul cronoprogramma annunciato, affinché gli impegni assunti si traducano in interventi effettivi».
Anche Beatriz Colombo, esponente di Fratelli d’Italia, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di distinguere gli interventi di bonifica dalle opere destinate a ridurre i rischi di esondazione.
«Il risanamento ambientale è fondamentale, ma non può essere confuso con la messa in sicurezza idraulica del bacino».
La sfida per la Regione Campania sarà dunque procedere contemporaneamente sul fronte della depurazione, della sicurezza idraulica e della repressione degli scarichi abusivi. La nuova legge sulle sanzioni, ancora da definire, rappresenterebbe un ulteriore strumento per contrastare l’inquinamento del Sarno e tutelare gli investimenti pubblici destinati al suo recupero.
