/ Delitto di Garlasco, chiesto il processo per Andrea Sempio: «Chiara uccisa con crudeltà»

Delitto di Garlasco, chiesto il processo per Andrea Sempio: «Chiara uccisa con crudeltà»

 

La Procura di Pavia ha chiesto il rinvio a giudizio di Andrea Sempio per l’omicidio aggravato di Chiara Poggi, la giovane uccisa il 13 agosto 2007 nella sua abitazione di Garlasco. Una svolta nell’inchiesta su uno dei delitti più discussi della cronaca italiana, per il quale è già stato condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione Alberto Stasi, all’epoca fidanzato della vittima.

 

La richiesta, presentata martedì 3 novembre, dovrà ora essere esaminata dal giudice dell’udienza preliminare, che sarà chiamato a decidere se disporre il processo nei confronti di Sempio. L’accusa è di omicidio aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti, secondo la ricostruzione contenuta nel capo di imputazione firmato dal procuratore capo Fabio Napoleone.

 

La ricostruzione della Procura di Pavia

 

Secondo l’ipotesi accusatoria, l’omicidio sarebbe avvenuto al termine di una violenta aggressione iniziata all’interno dell’abitazione di Chiara Poggi.

 

La Procura sostiene che, dopo una prima colluttazione, Sempio avrebbe colpito ripetutamente la giovane al volto e alla testa utilizzando un corpo contundente, provocandone la caduta.

 

Successivamente, sempre secondo gli inquirenti, avrebbe trascinato la vittima verso la porta della cantina, colpendola nuovamente mentre tentava di reagire e di rialzarsi.

 

L’aggressione sarebbe proseguita anche dopo la perdita di conoscenza della giovane. Il corpo sarebbe stato spinto lungo le scale della cantina, dove sarebbero stati inferti ulteriori colpi alla testa, causando le gravi lesioni cranio-encefaliche che avrebbero provocato il decesso.

 

Si tratta della ricostruzione formulata dalla Procura, che dovrà essere valutata nelle successive fasi del procedimento giudiziario.

 

Le aggravanti: crudeltà e motivi abietti

 

Nel capo di imputazione vengono confermate le due aggravanti già contestate al termine delle indagini.

 

La prima riguarda la crudeltà dell’azione omicidiaria, che secondo gli investigatori sarebbe dimostrata dal numero e dalla gravità delle ferite riportate dalla vittima.

 

La documentazione della Procura fa riferimento ad almeno 12 lesioni tra cranio e volto, riconducibili ai ripetuti colpi inferti durante l’aggressione.

 

La seconda aggravante è quella dei motivi abietti. Secondo l’ipotesi investigativa, il delitto sarebbe stato provocato dall’odio maturato nei confronti di Chiara Poggi dopo il rifiuto di un approccio sessuale.

 

Una ricostruzione accusatoria che dovrà essere sottoposta al vaglio dei giudici e sulla quale la difesa di Sempio ha già manifestato la propria contrarietà.

 

La difesa di Sempio: «Sarà dimostrata la mia innocenza»

 

La richiesta di rinvio a giudizio non ha colto di sorpresa i legali di Andrea Sempio, assistito dagli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia.

 

Attraverso i suoi difensori, Sempio si è detto pronto ad affrontare la nuova fase giudiziaria e convinto che sarà dimostrata la propria innocenza.

 

«Non c’è nulla di nuovo, nulla di inatteso. Siamo assolutamente pronti a fronteggiare questa imputazione», ha dichiarato Cataliotti durante la trasmissione televisiva Dentro la notizia.

 

Il legale ha sottolineato come le accuse e le aggravanti formulate dalla Procura corrispondano a quelle già contenute nell’avviso di conclusione delle indagini.

 

La difesa intende quindi contestare l’impostazione accusatoria, facendo valere le proprie argomentazioni nelle sedi giudiziarie.

 

Il ruolo di Alberto Stasi e la prossima udienza

 

Il nuovo procedimento si inserisce in una vicenda giudiziaria particolarmente complessa, segnata dalla condanna definitiva di Alberto Stasi a 16 anni di reclusione per l’omicidio di Chiara Poggi.

 

I legali di Sempio hanno annunciato l’intenzione di chiedere la sospensione del procedimento in attesa degli sviluppi di un’eventuale revisione del processo a carico di Stasi.

 

La richiesta di revisione, tuttavia, non risulta ancora formalmente presentata.

 

Sarà adesso il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Pavia a valutare la richiesta avanzata dai pubblici ministeri. L’udienza non è stata ancora fissata e, secondo le valutazioni della difesa, potrebbe svolgersi nel 2027.

 

La richiesta di rinvio a giudizio non equivale a una condanna né all’apertura automatica del processo. Andrea Sempio resta presunto innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva.

 

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