L’ex azzurro sui social così commenta la mancata presenza sul Murales che raffigura la top 11 del Napoli all’esterno dello stadio ‘Maradona’
“SONO UN FIGLIO DI NAPOLI E IL PIU’ VINCENTE”
L’ex difensore del Napoli Ciro Ferrara, vincitore in azzurro di due scudetti, della Coppa Uefa e anche di coppa Italia e Supercoppa, ha commentato sui social la sua ‘rumorosa’ assenza dal Murales di Jorit che raffigura la ‘top 11’ del Napoli di sempre. L’opera, inaugurata ieri (qui l’articolo), si può ammirare all’esterno dello stadio ‘Maradona’, all’altezza della curva A). “Visti gli articoli che sono usciti sui vari siti e sui social, desidero chiarire la mia posizione. Mentirei se dicessi che non mi è dispiaciuto- ha scritto Ciro Ferrara sui social- non essere stato inserito tra gli Undici ideali, anche perché sono un figlio di Napoli e sono il napoletano più vincente nella storia del Napoli”.
“IL VERO MOTIVO E’ SOLO UN SENTITO DIRE”
“Mentirei anche se fingessi di non conoscerne il motivo reale (ovvero il suo passaggio successivo alla Juventus, ndr), nonostante le supercazzole che sono state accampate. Per fortuna, e ne ho la prova ogni volta che giro a piedi per le strade della mia città, ci sono napoletani e tifosi realisti, che quell’epoca l’hanno vissuta e la ricordano bene, conoscono i fatti che portarono al mio trasferimento e sanno che non hanno mai significato un rifiuto della mia storia e delle mie origini”.
“TROPPO GIOVANE L’AUTORE, CHE NE SA JORIT?”
“Se è vero che la decisione finale è stata presa dall’esecutore del murale, penso che si sia persa l’occasione di assumere uno sguardo puro, cioè non contaminato da condizionamenti soggettivi, che avrebbe davvero dato a quest’opera il respiro eterno a cui ambiva. Rimane – ha scritto Ferrara – un murale figlio del suo tempo e della mano del signor Ciro Cerullo nato nel 1990. Troppo giovane per avere vissuto e compreso quegli anni, e che si è fatto sicuramente guidare dal sentito dire. Se la scelta di non rappresentarmi deriva, come credo, da un risentimento dei tifosi, mi consola il fatto che la parola ‘risentimento’ abbia origine dalla parola ‘sentimento’, pur ferito.
“CHI NON RICORDA LA SCENA DI STOCCARDA?”
“Per quanto riguarda il mio, di sentimento… chi non ricorda la scena di Stoccarda, in cui Diego mi abbracciava e spiegava a tutti che io quella vittoria la meritavo più di ogni altro per via del mio legame autentico con Napoli? Diego ha sempre saputo chi fossi e da dove arrivassi. Sono Ciro Ferrara, napoletano di nascita e di sangue. Non serve aggiungere altro”.
