Il tecnico dice addio al Napoli dopo due anni e motiva il suo divorzio. “Non è questione di programmi. E’ stato un onore allenare qui”
“UN MESE FA HO CAPITO CHE ERA FINITA”
Conferenza congiunta, con De Laurentiis e Conte seduti l’uno al fianco dell’altro, nella sala stampa del ‘Maradona’ a fine gara. C’è da comunicare l’addio del tecnico con un anno di anticipo rispetto alla scadenza del contratto. Conte è subito chiaro: “Un mese fa ho chiesto un appuntamento al presidente e gli ho comunicato la mia decisione. In virtù della amicizia ho percepito che il mio percorso stava per finire. La decisione è stata mia e non c’entrano presunti ridimensionamenti o altro, Aurelio non mi ha detto nulla né ho voluto conoscere i programmi. Su Napoli ho capito una cosa, non sono riuscito a portare compattezza. E se questo non succede non si riesce a combattere. Ho sentito tanti veleni. Ho fallito sotto questo punto, ho alzato le mani e quando le cose non le posso cambiare. Ringrazio De Laurentiis e la sua famiglia per avermi fatto conoscere l’ambiente Napoli. Esperienza stupenda, è stato un onore”.
“LO SCUDETTO E LE FESTE I MOMENTI PIU’ BELLI”
Conte ha poi messo in fila i migliori (e peggiori) momenti in azzurro. “Il più bello è stato lo scudetto, quando abbiamo festeggiato in campo ed anche la straordinaria festa sul Lungomare con i tifosi. È qualcosa che mi porterò sempre nel cuore. In carriera ho vinto, ma mai in questa maniera. Il momento più brutto è stato Bologna, perché vedere che dopo pochi mesi tutto poteva andare in frantumi non è stato facile. C’erano due strade: far finta di niente o affrontare il problema. Abbiamo scelto di reagire, abbiamo vinto una Supercoppa e chiuso al secondo posto. Non mi aspettavo un’annata così complessa”.
“IL MIO FUTURO? PER ORA CI SONO ZERO NOVITA'”
E poi Conte ha aggiunto: “Pensavo di potermi godere di più questa esperienza, ma mi sono reso conto che la mia presenza sposta aspettative e ambizioni. Dopo un decimo posto si parlava già di scudetto obbligatorio. Invece di respirare ho dovuto spingere a duemila per tenere il livello alto”. Un passaggio sul gruppo ereditato nel 2024: “Venivamo da una squadra traumatizzata, abbiamo lavorato sulla testa prima ancora che sul campo”. Infine sul suo futuro: “Non ho niente, zero accordi o proposte. La Nazionale? Vediamo, se ha i fondi per un top consiglierei Guardiola”
