Aurelio De Laurentiis parla anche di mercato, a margine della presentazione di pasta Garofalo: “Michu? Non posso parlare. Mica avete paura che possa scuocersi? Leiva? Ci sono certi giocatori che possono far parte di un disegno del club al quale appartengono. Ma questo non si può sapere ora in un clima di rientri. Ora noi partiamo per Dimaro, il gruppo si aggregherà alla spicciolata. Sei o sette giocatori arriveranno il 23, altri direttamente il 2 o il 3 agosto a Castel Volturno. I club non avranno le idee chiare fino alla prima settimana di agosto. Le loro acquisizioni potrebbero creare disponibilità per altri club, poi bisognerà capire se il Napoli da qui al 10 agosto ultimerà gli acquisti di cui necessità. Se l’avrà fatto, non ci sarà spazio per questi giocatori di cui si vocifera e si parla, altrimenti ci saranno le condizioni per un’eventuale considerazione. Gli obiettivi? Sono sempre i massimi, ho scelto Rafa Benitez nella scorsa stagione. Abbiamo scelto un cambio totale. Siamo passati da un 3-5-2 ad un 4-2-3-1 che è completamente diverso. La prima annata è stata positiva, abbiamo centrato il terzo posto e uscendo dalla Champions in maniera più unica che rara. Questo modulo è utilizzato dai club di levatura internazionale ed è stato scelto dal nostro allenatore per ben figurare in Europa, quindi è chiaro che bisogna cercare dei giocatori che abbiano determinate qualità e non altre. Non è tanto un problema di nome, un allenatore ha altre responsabilità: ottimizzare gli investimenti di un club e utilizzare qualità specifiche. Per questo motivo cediamo certi giocatori. Non servono solo i nomi, ma le persone giuste. Modello tedesco? Noi sugli stadi abbiamo perso un tempo e non è detto che si possa recuperare. I media condizionano lo sport. La virtualizzazione dello stadio ha modificato il calcio. In Germania la televisione a pagamento è meno sviluppata che in Italia, in Europa ci sono diversi livelli di sviluppo sul piano dei media. Non siamo tutti allineati. Quello che vale in un paese, non vale in un altro. C’è un anello di congiunzione tra hardware e software che condiziona la fruizione dei contenuti. Non so se riusciremo a recuperare questo tempo. Magari facciamo uno sforzo sovrumano che non è ammortizzabile sottraendo possibilità di investimento per rifare gli stadi, ma la legge è sballata. Renzi dovrebbe capirlo, lo Stato dovrebbe aiutare a costruire gli impianti. Sarebbe una priorità per lo sport italiano. Noi siamo sottodimensionati come movimento, portiamo avanti un campionato perdente con una fatturabilità che non consente di competere a livello europeo, quindi non pensiamo sempre agli stadi. Sulla sicurezza, ad esempio, abbiamo abdicato, questo è molto strano. L’11 agosto si dovrà trovare colui che ha la formula magica per rimettere in due anni a posto il calcio italiano. Ci saremmo dovuti fermare un attimo per far partire una macchina che è andata sempre a singhiozzo negli ultimi trent’anni. L’approccio è sbagliato, non deve essere solo politico. Bisognerebbe confrontarsi e aprire un tavolo di discussione che non sia eterno, ma almeno valido per 30 giorni per scambiarsi delle idee. Dico che se un sarto mi ha sbagliato il vestito per tre volte, è inutile che lo convinco a rifarmelo. Preferisco evitare i proclami. I problemi si risolvono se Renzi e Delrio decidono di metterci la faccia. Se invece scelgono di lavarsi le mani, sarà difficile. Non sono per il commissariamento, ma per l’azzeramento. Bisogna ricominciare daccapo. Forse bisogna preparare un governo del calcio, adatto a questi cambiamenti. Non tradisco mai le aspettative, non possiamo aspettare gli ultimi quattro giorni di mercato. Dobbiamo fare anche spazio senza svendere i nostri giocatori che in certi ruoli hanno dimostrato di essere validi ai Mondiali. Noi dobbiamo affrontare i preliminari di Champions e saremo sicuramente attrezzati. Da qui a qualche giorno, troverei quelle ciliegine sulla torta che avevamo promesso a livello di ruoli. Con Mertens e Callejon, venivamo guardati con sospetto, invece è andata bene. Abbiamo migliorato il nostro livello di gioco e lo faremo ancora. E’ importante che ci sia ancora Rafa Benitez per completare il passaggio di maturità. Reina testimonial di Pasta Garofalo? Glielo posso consigliare anche se non dovesse tornare qua. Lo direi a prescindere dalle nostre scelte. Quando si parla di certi giocatori che piacciono all’allenatore, io devo difendere il Napoli che resta. Devo far forte la società e non solo quella stagione, avete visto che è successo con Mazzarri, poi è andato via. Perché dovrei prendere uno di 28-29 o 30 anni e pagargli un ingaggio fuori dai nostri parametri? E se poi non funziona, che faccio? Su questo non mi convincerà mai nessuno. Ghoulam, ad esempio, sono convinto che ci darà qualcosa in più. Torneranno pure Zuniga, Maggio e Hamsik, ci sarà Mesto. Con tutti questi giocatori, magari saremmo arrivati secondi e avremmo reso la vita difficile alla Juventus. Dobbiamo confermare qualcuno. A gennaio, il mercato è fasullo e Benitez lo ha reso utile alla causa. Mi preoccupano solo gli infortuni. Michu? Ci sono delle negoziazioni in corso da mesi. Ormai lo sappiamo. Questa è giusta. L’accordo non è stato ancora raggiunto, finché non vedo i giocatori varcare questa soglia, sottoporsi alle visite mediche e firmare i contratti, non posso dire che è un giocatore del Napoli. Ci stiamo lavorando da mesi. I contratti sono importanti, ci sono obblighi e doveri da entrambe le parti. Non si può svolgere tutto rapidamente, così a casa nostra non funziona. Vargas? Credo che con lui sia venuto a mancare un piano di rapporti soprattutto sul piano linguistico. Non tutti hanno le stesse capacità di apprendimento, non ci siamo mai dedicati a lui, non è mai diventato un amico e per questo non si è sentito tranquillo. Deciderà Benitez se utilizzarlo o meno. Kramer? Sono preoccupato sugli stranieri che hanno una lingua diversa dalla nostra. Non lo conosco, non so se parla l’inglese o lo spagnolo. E’ una decisione che spetta all’allenatore. L’età c’è e il prezzo c’è. Ci mancano altri due acquisti, poi se dovesse andar via un ulteriore elemento, potremmo sostituirlo con un giovane in crescita. A centrocampo Inler e Jorginho restano, Behrami e Dzemaili possono essere intercambiabili con un altro che deve arrivare. Non dimentichiamo che abbiamo 20 giocatori in uscita, bisogna trovare le condizioni giuste. Se non si creano, non possiamo andare in sovrannumero e tenere giocatori scontenti e dobbiamo trovare una soluzione. Certo io pago sempre, con me non accade. Pur avendo carte firmate non sono stato pagato e ho dovuto dare un altro giocatore ad una squadra gratuitamente”. 