Francesco Petruzzi, l’avvocato che segue la famiglia di Domenico Caliendo, morto dopo un trapianto cardiaco, ha detto che l’operazione poteva essere rinviata visto che Domenico non era moribondo.
Visto che Domenico non era moribondo l’operazione poteva essere rinviata
Il piccolo attendeva un cuore da due anni ed avrebbe potuto aspettarne altri due. Intanto l’inchiesta di allarga ed il numero degli indagati è passato a 7. E a Napoli nasce la fondazione Domenico Caliendo proprio in memoria del bambino vittima di un trapianto fallito.
