Napoli è la città italiana con la peggiore performance ambientale secondo Ecosistema Urbano 2026. Il capoluogo campano occupa l’ultimo posto, il 106°, nella classifica annuale elaborata da Legambiente e Ambiente Italia in collaborazione con Il Sole 24 Ore. L’indice di sostenibilità della città si ferma al 30,80%, un risultato nettamente inferiore alla media nazionale del 55,72%.
Il rapporto, presentato a Roma e giunto alla sua 33ª edizione, analizza le condizioni ambientali dei 106 capoluoghi di provincia italiani, prendendo in considerazione diversi indicatori legati alla qualità dell’aria, alla gestione dell’acqua e dei rifiuti, alla mobilità, al verde urbano e all’energia. Il quadro che emerge evidenzia difficoltà diffuse, soprattutto nelle grandi città, dove la transizione ecologica procede ancora lentamente.
Napoli ultima nella classifica ambientale: pesano smog, rifiuti e mobilità
Per Napoli il risultato rappresenta un segnale particolarmente negativo. La città chiude la graduatoria nazionale con un punteggio di appena 30,80%, confermando le difficoltà nella gestione delle principali questioni ambientali.
Tra le criticità delle grandi aree urbane evidenziate da Legambiente figurano l’inquinamento atmosferico, l’elevato numero di automobili in circolazione e i ritardi nella raccolta differenziata. Napoli viene inoltre indicata tra le città che mostrano difficoltà sul fronte della mobilità ciclabile, della diffusione delle energie rinnovabili e della dispersione idrica.
La situazione riguarda anche altri centri del Mezzogiorno. Nelle ultime posizioni della classifica compaiono Caserta, 102ª con il 38,57%, Catania, Palermo e Reggio Calabria. Poco più avanti si trova Crotone, 101ª con il 39,09%.
Ecosistema Urbano 2026, Mantova è la città più sostenibile d’Italia
All’estremo opposto della graduatoria si trova Mantova, che conquista il primo posto con un indice di performance ambientale dell’81,29%. Seguono Trento, seconda con il 76,53%, e Bolzano, terza con il 75,47%.
La parte alta della classifica è dominata soprattutto dai centri di medie e piccole dimensioni del Nord. Completano le prime otto posizioni Cremona, Reggio Emilia, Bergamo, Parma e Pordenone.
Nella top ten compare anche Cosenza, nona e prima città del Mezzogiorno, in recupero rispetto al sedicesimo posto occupato nel 2025. Tra i grandi centri urbani, Bologna si conferma la più sostenibile, pur scendendo al dodicesimo posto, mentre Roma occupa la 67ª posizione.
Ambiente in Italia, miglioramenti troppo lenti: i dati del rapporto
A livello nazionale, l’indice medio di performance sostenibile sale al 55,72%, contro il 53,84% dell’edizione precedente. Un miglioramento di 1,88 punti percentuali, che riporta il valore sostanzialmente ai livelli registrati nel 2024.
Restano preoccupanti i dati sul consumo di suolo, aumentato di 4.726 ettari tra il 2019 e il 2024 nei territori esaminati, nonostante una diminuzione complessiva della popolazione di circa 322mila abitanti. Anche lo smog continua a rappresentare una delle principali emergenze, insieme alla diffusione delle automobili private.
Qualche segnale positivo arriva invece dalla raccolta differenziata, che raggiunge una media del 66,15%, e dal trasporto pubblico, con 103 viaggi annuali pro capite sugli autobus rispetto agli 86 della precedente rilevazione. Migliora anche la gestione delle risorse idriche: la dispersione media dell’acqua scende al 34,7%.
Per Legambiente, tuttavia, questi progressi non sono ancora sufficienti. L’associazione chiede maggiori investimenti nelle città, interventi contro il consumo di suolo e misure strutturali per affrontare gli effetti della crisi climatica. Il dato di Napoli, ultima tra tutti i capoluoghi italiani, evidenzia quanto sia ancora ampio il divario ambientale da colmare.
