/ Gutierrez: “Partita con la Juve fondamentale. Sui tanti infortuni…”

Gutierrez: “Partita con la Juve fondamentale. Sui tanti infortuni…”

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Il terzino del Napoli, Miguel Gutierrez, ha rilasciato una lunga intervista ai colleghi del quotidiano spagnolo AS. L’azzurro ha esaminato i suoi primi sei mesi all’ombra del Vesuvio, nonché le prossime due sfide – crocevia dell’intera stagione – contro Juventus e Chelsea. Di seguito un estratto delle sue dichiarazioni.

 

 

Juve e Chelsea: una sfida alla volta

 

Dobbiamo concentrarci sulla vittoria della partita di domani. E’ molto importante, soprattutto contro la Juventus. Non vediamo l’ora di scendere in campo e giocare. Una volta finita, cominceremo a pensare a quella con il Chelsea. Nonostante tutte le assenze, possiamo fare un’ottima prestazione. 

 

Il giorno della vittoria della Supercoppa è stato speciale, per me: è il primo trofeo che ho vinto con questa maglia. Inoltre, erano trascorsi 11 anni dall’ultima volta in cui il club aveva vinto la Supercoppa. A livello personale, sono già molto, molto felice perché ho vinto già un trofeo al mio primo anno qui”.

 

 

Il trasferimento a Napoli e il lavoro con Conte

 

 

Il trasferimento al Napoli? Devo dire che non è stato facile affrontare l’operazione alla caviglia, non sapevo bene come sarebbe andata. Ma alla fine, con tanto impegno e lavoro, è andato tutto benissimo. Non appena il Napoli ha mostrato interesse per me, nonostante l’infortunio e considerando che è una squadra che ho sempre amato, non ho avuto dubbi. Ho avuto le idee molto chiare fin dall’inizio. 

Com’è lavorare con Conte? Sono migliorato fisicamente perché gli allenamenti sono più intensi. Conte sa cosa significa vincere; i suoi titoli parlano da soli. Fin dal primo giorno, mi ha sempre detto cosa vuole da me. È un allenatore molto serio, molto concentrato su ciò che vuole e ha le idee molto chiare. A livello personale, posso imparare molto da lui perché è un tipo di allenatore che non avevo mai avuto prima. Può aiutarmi a fare il prossimo passo nella mia carriera”.

 

 

L’ambiente partenopeo

 

“Spettacolare. Penso che l’Italia sia il paese più simile alla Spagna. La gente qui vive per il calcio e, ogni volta che hai bisogno di qualcosa, loro sono lì per dartelo. Sono molto grato per questo. Non avevo mai lasciato la Spagna prima; questa è la prima volta che gioco all’estero, e all’inizio è diverso perché devi adattarti, ma la verità è che tutte le persone intorno a te rendono le cose molto più facili. In generale, nel club, quando hai intorno persone così talentuose, la motivazione ad allenarti e a dare il massimo è sempre al massimo.

Fin dal primo giorno, guardare gli allenamenti e vedere come si allenavano le persone, come correvano, la velocità della palla, mi ha motivato a continuare a migliorare.

 

 

 

Sui compagni di squadra

 

“Olivera e Spinazzola fin dal primo giorno in cui sono arrivato qui, Matías, che parla la mia lingua, mi ha supportato molto. Sono entrambi grandi giocatori, lo hanno già dimostrato, vincendo lo scudetto qui l’anno scorso, per esempio . Cerco sempre di capire cosa chiede loro l’allenatore e cerco di copiarlo un po’ e di adattarmi il più velocemente possibile”.

 

 

 

Qualificazione Champions in bilico e tanti infortuni

 

“Abbiamo una squadra di venticinque giocatori, tutti molto talentuosi. Purtroppo, abbiamo avuto molti infortuni e ora siamo a corto di giocatori. Contro il Copenhagen a destra?  E’ la prima volta che gioco lì, ma sinceramente è un ruolo in cui credo di poter fare bene. Quando ero piccolo, quando giocavo con i miei amici, mi mettevano sempre a destra. Mi piaceva. Devo ancora esercitarmi di più. Alla fine, anche la versatilità è un aspetto molto importante. Siamo forti in casa; nessuno ci ha battuto al Maradona nel 2025, e non ci batteranno nemmeno nel 2026. Il nostro prossimo avversario, il Chelsea, è una squadra molto forte, e se non sei al 100%…”.

 

 

La lotta scudetto

 

Ci sono molte grandi squadre in lizza. L’Inter gioca sempre bene in trasferta. Il Milan è stato molto aiutato dall’arrivo di un Pallone d’Oro come Modric”.

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