Il governo marketing

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Dema… De Magistris, le facce del sindaco uno e trino. Ecco un’efficace illustrazione di che cosa è oggi la politica: una campagna elettorale continua e perenne, durante la quale non si può avere tempo o abbastanza senso di responsabilità per amministrare mentre si cercano i voti. Insomma, non esiste più alcun nesso reale tra il fare e l’apparire. Di certo non c’è nel caso di De Magistris. Sindaco rieletto con il consenso di neanche un quarto dell’elettorato, grazie a un’astensione record. Ora si dice pronto per raccogliere altri voti (Europee e chissà per le Regionali…), é evidentemente un processo di marketing non molto diverso da quello che ha radicalmente cambiato il commercio e il consumo. Una volta compravamo un paio di scarpe giudicando la loro robustezza, o la loro eleganza, o la loro comodità. Oggi le compriamo per il brand che portano, per il «concept» che propongono, per l’immaginario che evocano.
E se il messaggio ci piace le esibiamo anche se sono un paio di malfatte calzature di plastica, costruite in una fabbrica malmessa. E infatti De Magistris ha già cominciato a sfoggiare il brand elettorale al suo «popolo», che non è certo molto vasto, che è uno strano impasto di gruppi antagonisti, imprenditori della movida, teatranti di strada, salotti della vecchia sinistra anti-berlusconiana, grandi vecchi del giacobinismo cittadino e intellettuali filo-borbonici, nostalgici del terzomondismo, filocastristi, filopalestinesi e filocurdi.
In Italia il primo laboratorio di questa nuova politica-non-politica è stata proprio la nostra città, perché il «sapiente disordine» di Napoli è il palcoscenico più adatto per i «Masaniello del Terzo Millennio» che quel disordine lo fanno proprio e ci costruiscono su un’immagine e un messaggio. Il sindacò sembra rappresentare quei napoletani con le loro scarse aspettative di normalità, la loro sfiducia nello sviluppo, la tendenza a cercare all’esterno i responsabili dei problemi interni, Ecco, forse, De Magistris è tutto qui, ma lo é nelle sue piccolezze e pure nella sua estrema originalità e quindi anche nella sua imprevedibile durata.