/ Napoli, palazzo a rischio crollo: sgomberate 11 famiglie. «Denunciamo le crepe da un anno»

Napoli, palazzo a rischio crollo: sgomberate 11 famiglie. «Denunciamo le crepe da un anno»

Facciata di un vecchio palazzo residenziale napoletano con crepe e intonaco deteriorato, immagine illustrativa dello sgombero di undici famiglie.

 

Undici famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni per le gravi lesioni riscontrate in un edificio del centro di Napoli. L’allarme è scattato martedì 27 ottobre in vico lungo Sant’Antonio Abate, al civico 37, dove i vigili del fuoco sono intervenuti dopo le segnalazioni dei residenti, preoccupati per gli scricchiolii e le crepe comparse sulle pareti. Al termine del sopralluogo è stata disposta l’evacuazione precauzionale dell’intero stabile.

 

Una situazione che, secondo gli abitanti, non sarebbe emersa improvvisamente. Diversi condomini sostengono infatti di aver segnalato già da tempo la presenza di lesioni nell’edificio, senza che i precedenti controlli avessero evidenziato condizioni tali da rendere necessario lo sgombero.

 

Napoli, palazzo evacuato a Sant’Antonio Abate: il racconto dei residenti

 

A descrivere i momenti di paura sono gli stessi inquilini, che hanno raccontato a Il Mattino quanto accaduto prima dell’intervento dei soccorritori.

 

«Ho sentito i mobili scricchiolare e inclinarsi ma era il palazzo che si stava piegando su di un lato. Così abbiamo chiamato i vigili del fuoco».

 

Secondo le testimonianze raccolte dal giornale, i primi segnali di deterioramento sarebbero comparsi già molti mesi fa. I residenti riferiscono di aver chiesto ripetutamente verifiche sulle condizioni dell’immobile, ricevendo rassicurazioni sulla sua stabilità.

 

«Dicevano che era colpa del terremoto – racconta una residente – e che erano semplici crepe. Oggi, invece, ci ritroviamo sgomberati».

 

Le preoccupazioni degli abitanti si sono trasformate in un’emergenza quando i vigili del fuoco hanno riscontrato lesioni sulle strutture portanti, disponendo l’allontanamento delle famiglie in attesa degli approfondimenti tecnici.

 

Undici famiglie senza casa, tra gli sgomberati anche anziani e bambini

 

L’evacuazione ha coinvolto tutti gli occupanti dello stabile, comprese persone anziane, bambini e residenti con disabilità. All’interno dell’edificio si trova anche una struttura ricettiva: gli ospiti del bed and breakfast hanno dovuto lasciare le camere e cercare una sistemazione alternativa.

 

La principale preoccupazione riguarda ora la possibilità di trovare un alloggio temporaneo, in attesa di conoscere l’entità dei danni e i tempi necessari per gli eventuali lavori di messa in sicurezza.

 

«Tra le famiglie che abitano qui – spiega un residente – ci sono anche persone con disabilità, bambini e anziani. Come facciamo? Dove dobbiamo andare? Ora ci staccano anche l’acqua per sicurezza ma abbiamo qui tutte le nostre cose».

 

Sempre attraverso Il Mattino, alcuni condomini hanno espresso amarezza per l’esito dei controlli precedenti. Gli abitanti sostengono di aver fatto effettuare diversi sopralluoghi tecnici senza ricevere indicazioni sulla necessità di abbandonare le abitazioni.

 

«I vigili ci hanno detto: ve ne siete accorti quando era troppo tardi. Ma non è così: abbiamo fatto fare diversi sopralluoghi a tecnici e tutti ci hanno risposto che non c’erano problemi, poi stamattina ci hanno detto non era tutto a posto e che dovevano liberare subito le case».

 

Dichiarazioni che restituiscono il clima di tensione e incertezza vissuto dalle famiglie, ora in attesa di risposte sulla sicurezza dell’edificio e sulla possibilità di rientrare nelle proprie case.

 

Crepe nei muri portanti, accertamenti sulle cause delle lesioni

 

Resta ancora da stabilire che cosa abbia provocato il danneggiamento della struttura. Le cause delle lesioni non sono state accertate e saranno necessari ulteriori approfondimenti per valutare le condizioni statiche del fabbricato.

 

Tra le verifiche effettuate figurano anche quelle di ABC Napoli, l’azienda che gestisce il servizio idrico cittadino. Secondo i primi accertamenti riportati, non sarebbero emerse infiltrazioni provenienti dalle condotte dell’acqua.

 

Un elemento che, tuttavia, non permette ancora di individuare l’origine del problema. Saranno le successive valutazioni tecniche a chiarire se l’edificio possa essere recuperato attraverso interventi di consolidamento e quali condizioni dovranno essere rispettate prima di autorizzare il rientro degli occupanti.

 

Per le undici famiglie sgomberate resta quindi l’incertezza sul futuro immediato. Dopo le segnalazioni e le richieste di verifica degli ultimi mesi, i residenti chiedono ora interventi concreti e soluzioni che consentano loro di tornare a vivere in sicurezza nelle proprie abitazioni.

 

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