/ Viveva da mesi all’aeroporto di Napoli come nel film “The Terminal”: il Comune accoglie un giovane svedese

Viveva da mesi all’aeroporto di Napoli come nel film “The Terminal”: il Comune accoglie un giovane svedese

 

Una storia che ricorda quella raccontata nel celebre film “The Terminal”, con Tom Hanks protagonista, arriva dall’aeroporto di Napoli Capodichino. Un giovane che dice di chiamarsi Daniel, di avere 25 anni e di essere svedese, ha trascorso settimane all’interno dello scalo partenopeo, senza documenti, denaro e riferimenti familiari.

 

La sua presenza era diventata ormai familiare per diversi dipendenti dell’aeroporto, che lo avevano aiutato offrendogli cibo e indumenti. Adesso, però, per il ragazzo è arrivata una prima soluzione: il Comune di Napoli lo ha accolto in una struttura di assistenza, mentre proseguono gli accertamenti per ricostruire la sua identità e comprendere come sia arrivato in città.

 

Il giovane svedese viveva all’aeroporto di Capodichino

 

Secondo quanto riportato dall’ANSA, Daniel trascorreva gran parte delle giornate nei pressi del terminal degli arrivi, diventando una presenza discreta e silenziosa.

 

Alcuni lavoratori sostengono di averlo notato già durante l’estate, mentre altri ricordano la sua presenza soltanto dal mese di ottobre. Non è quindi ancora chiaro da quanto tempo il giovane frequentasse stabilmente l’aeroporto.

 

Senza documenti e con pochissimi effetti personali, il ragazzo accettava il cibo offerto dai dipendenti, ma parlava raramente della propria storia.

 

Chi lo ha incontrato lo descrive come una persona tranquilla, educata e riservata. Le informazioni che riesce a fornire sul proprio passato sono frammentarie e non hanno ancora consentito di stabilire con certezza la sua identità.

 

L’intervento del Comune di Napoli

 

La vicenda ha trovato una prima soluzione grazie all’intervento dei servizi sociali del Comune.

 

L’assessora alle Politiche sociali, giovanili e del lavoro, Chiara Marciani, ha annunciato che il giovane ha accettato di essere trasferito in una struttura di accoglienza situata in via Giuseppe de Blasiis, nel centro storico.

 

«Daniel è stato preso in carico da un paio di ore da una nostra struttura di accoglienza che si trova in Via Giuseppe de Blasiis, è stato molto collaborativo e ha accettato il trasferimento non appena gli è stato prospettato dagli assistenti sociali», ha dichiarato Marciani all’Adnkronos.

 

Il ragazzo potrà così disporre di un posto dove dormire e ricevere assistenza, in attesa che venga chiarita la sua situazione personale.

 

Il console svedese gli ha comprato un giubbotto

 

Del caso si sta occupando anche Pierluigi Petrone, console onorario di Svezia a Napoli, intervenuto dopo una segnalazione ricevuta dal personale aeroportuale il 15 ottobre.

 

Il diplomatico ha incontrato Daniel e, constatando che non disponeva di indumenti adeguati per affrontare il freddo, gli ha acquistato personalmente un giubbotto.

 

«L’ambasciata sta lavorando per arrivare a una soluzione», ha spiegato Petrone, sottolineando le difficoltà incontrate nel ricostruire la vicenda.

 

«Mi ha raccontato poche cose, profondamente confuse», ha aggiunto il console.

 

Sono in corso contatti con l’ambasciata svedese per cercare di identificare il giovane e verificare l’eventuale possibilità di un ritorno nel suo Paese d’origine.

 

Il mistero sull’identità e sul suo arrivo in Italia

 

Secondo alcune ricostruzioni, Daniel sarebbe arrivato inizialmente a Roma, prima di raggiungere Napoli.

 

Il giovane avrebbe raccontato di aver subito un’aggressione e di essere stato derubato. Si tratta, tuttavia, di circostanze che non hanno ancora trovato riscontri indipendenti.

 

Rimangono quindi numerosi interrogativi: non è chiaro come abbia raggiunto Capodichino, se qualcuno lo stia cercando e per quale motivo non sia riuscito a fare ritorno nel proprio Paese.

 

Anche la polizia di frontiera aerea è interessata alla vicenda, mentre l’ambasciata svedese sta collaborando per risalire alla sua identità.

 

Come nel film “The Terminal”, ma ora Daniel ha trovato accoglienza

 

La storia richiama inevitabilmente “The Terminal”, il film del 2004 diretto da Steven Spielberg nel quale Tom Hanks interpreta Viktor Navorski, un uomo costretto a vivere in aeroporto a causa di problemi burocratici.

 

Nel caso di Daniel, però, le circostanze sono differenti e ancora tutte da chiarire.

 

La chiusura dell’aeroporto di Capodichino per i lavori programmati nel mese di novembre ha reso ancora più urgente individuare una sistemazione alternativa per il giovane.

 

L’accoglienza offerta dal Comune di Napoli rappresenta adesso un primo passo concreto, mentre le autorità italiane e svedesi proseguono il lavoro per ricostruire la sua storia e individuare una soluzione stabile.

 

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