/ Pier Silvio Berlusconi, l’ex cuoco chiedeva 680mila euro: ricorso respinto dalla Cassazione

Pier Silvio Berlusconi, l’ex cuoco chiedeva 680mila euro: ricorso respinto dalla Cassazione

 

Si conclude con una sentenza sfavorevole all’ex dipendente la lunga controversia giudiziaria tra Pier Silvio Berlusconi e il suo ex cuoco Giacomo Canale, che chiedeva oltre 680mila euro per straordinari non pagati, riposi non goduti e presunti danni psicofisici. La Corte di Cassazione ha respinto definitivamente il ricorso dello chef, confermando quanto già stabilito dalla Corte d’Appello di Genova.

 

L’ordinanza, pubblicata il 29 ottobre 2026, ha dichiarato inammissibili quattro dei cinque motivi presentati dall’ex dipendente, giudicando infondato il quinto. Si chiude così una vicenda giudiziaria iniziata nel 2018.

 

La richiesta di 680mila euro per undici anni di lavoro

 

Canale, cuoco originario di Viareggio e oggi 49enne, sosteneva di aver accumulato compensi non corrisposti durante gli undici anni trascorsi al servizio della famiglia Berlusconi, lavorando inizialmente sugli yacht e successivamente nella residenza di Paraggi, in Liguria.

 

Secondo le sue richieste, avrebbe dovuto ricevere somme aggiuntive per le numerose ore di lavoro straordinario, per i giorni di riposo che riteneva di non aver usufruito e per i conseguenti danni alla salute.

 

Le motivazioni della Cassazione

 

Tra gli elementi considerati dai giudici figurano le dichiarazioni rese dallo stesso ex cuoco durante il procedimento. Era infatti emerso che, per gran parte del rapporto lavorativo, Canale prestava servizio quattro giorni alla settimana, dal giovedì alla domenica, mentre negli altri giorni veniva sostituito da un’altra cuoca.

 

Una turnazione che i giudici hanno ritenuto compatibile con il regolare godimento dei riposi settimanali. È stato inoltre accertato che la retribuzione concordata comprendeva già un’indennità forfettaria destinata a compensare straordinari e mancati riposi.

 

La Suprema Corte ha quindi confermato il rigetto delle richieste economiche, già disposto nei precedenti gradi di giudizio.

 

Le spese legali saranno devolute in beneficenza

 

Oltre alla mancata concessione del risarcimento, l’ex cuoco è stato condannato al pagamento delle spese legali dell’ultimo giudizio, liquidate in 4.500 euro, oltre a esborsi e accessori previsti dalla legge.

 

Secondo quanto riferito dall’Adnkronos, tutte le somme recuperate a titolo di spese legali, comprese quelle relative ai precedenti procedimenti, saranno interamente devolute in beneficenza ad associazioni del territorio di Viareggio, città di residenza dell’ex dipendente.

 

La decisione della Cassazione mette definitivamente fine al contenzioso, dopo le pronunce del Tribunale, della Corte d’Appello e un ulteriore procedimento di revocazione, anch’esso conclusosi senza successo per Canale.

 

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