/ Spalletti: “Importanti i recuperi di Mertens e Demme. I tifosi ci daranno ulteriore spinta”

Spalletti: “Importanti i recuperi di Mertens e Demme. I tifosi ci daranno ulteriore spinta”

Luciano Spalletti parla alla vigilia della sfida con il Torino.

Questo ciclo definirà le ambizioni del Napoli?

“Finora sono stato rappresentato come quello che crea una fabbrica di fantasmi. Non facciamo gli spaventatori di professione. Mi si chiede sempre questo. Ne abbiamo parlato pure dopo la sconfitta di Coppa contro lo Spartak. Abbiamo sistemato a Firenze e adesso si parla del contratto di Insigne, poi si dice vedremo cosa accadrà nelle prossime partite. Prima o poi si indovina”.

Fino alla sosta di novembre è un’opportunità?

“Abbiamo tante partite molto ravvicinate che potranno creare qualche difficoltà. Noi abbiamo una rosa che ci permette di andare incontro a periodi difficili. Ho recuperato calciatori molto importanti come Demme e Mertens. Torna pure Lobotka. Demme lo chiamo Diego perché mi garba citare sempre Diego”.

Quanti minuti ha Mertens nelle gambe?

“L’ho visto molto bene, lui si è messo definitivamente alle spalle questo periodo. Si sente realmente nelle condizioni di far parte di questi 16 titolari che ci sono per partita. Noi parliamo sempre di 11, ma ci dobbiamo uniformare, ci sono cinque cambi. I titolari sono diventati 16. Ci sono titolari di 60 minuti e titolari di altri 30 minuti e hanno tutti la stessa importanza”.

Come si prepara una sfida dopo una sosta di campionato con i tanti nazionali in giro?

“Le partite si preparano sempre allo stesso modo. In palio ci sono sempre tre punti. Si va a vedere quelli che sono i dettagli della squadra che andiamo ad incontrare e ne parlo con i calciatori. Ora conosciamo il nostro percorso. Vogliamo avere degli scopi e degli obiettivi per andarci a giocare le partite e andare ad allenarci in maniera corretta. Non  mi basta rimanere una vita  facile, voglio metterci qualcosa di mio, questo è il modo di ragionare anche dei calciatori. E’ già stimolante. Il Toro ha una storia di squadra che lotta e di squadra tosta. Ho trovato una squadra che dà sempre battaglia, ora ha Juric come allenatore e lo sarà ancora di più. Lui sa fare bene il suo lavoro. Prende i calciatori con determinate caratteristiche. Noi saremo pronti e ne abbiamo parlato. Dobbiamo lottare”.

Juric è l’allenatore che ha tolto la Champions al Napoli. E’ una motivazione ulteriore?

“I risultati che finora abbiamo fatto non evono essere un peso, ma una gioia per tutti. Noi siamo felici di stare in questa posizione, ci troviamo a nostro agio. Non c’ero l’anno scorso contro il Verona, mi sono trovato a doverne riparlare e ho detto che bisognava farla finita. E’ inutile parlare del tempo perso. Juric ha fatto il suo lavoro e lo ha fatto bene, quindi non bisogna dirgli nulla. Non ho mai dato per scontato un risultato e non ho mai reso la vita facile a nessuno. Va a dare battaglia a tutti perché voleva diventare un allenatore più importante. E’ stato accostato anche al Napoli. E’ una qualità che gli viene riconosciuta. Noi dobbiamo farci trovare pronti, se il Toro hanno motivazioni, ce l’abbiamo anche noi che siamo in testa alla classifica e dobbiamo tener botta a questo livello di classifica. Ci vogliamo rimanere in questa posizione. Probabilmente abbiamo qualcosa in più, per alcuni aspetto qualcosa in meno e mi auguro che venga messo apposto dai ragazzi che sono dei professionisti, pronti sempre a migliorare. Ognuno è quello che fa, non quello che dice. Noi non giochiamo contro Juric, ma lo facciamo per i nostri tifosi e per la nostra storia. Giochiamo al Diego Armando Maradona che ha contagiato tutti. Vogliamo che lui sia sempre con noi e ci accompagni. I tifosi del Napoli devono contagiare noi ad essere sempre più forti”.

Cento giorni fa si insediava a Castel Volturno. Ha detto che Napoli ha sempre avuto grandi personaggi e ha amato i suoi eroi. C’è la possibilità di fare la storia?

“Lo possiamo dire soltanto alla fine. Ho sentito parlare di Coppa d’Africa e di queste sicure difficoltà, ma sono momenti reali che dovremmo andare ad affrontare. Di strada ce n’è ancora molta da fare. Mi sembra che anche uno dei più grandi dirigenti come Marotta abbia detto che ci sono squadre di una tradizione e di una mentalità vincente che lo preoccupano più del Napoli. Ci sono difficoltà reali nel nostro campionato. E’ un po’ presto per scomodare personaggi che hanno fatto la storia. Noi dobbiamo continuare a proseguire in questa maniera coltivando l’ambizione della nostra città. Napoli guarda sempre avanti e noi vogliamo essere di quel livello lì”.

Ospina è arrivato oggi. Ha deciso chi gioca in porta?

“Dire che gioca Meret perché Ospina arriva in ritardo, è fare un complimento a Meret? No. Questo non è gratificante per lui. Avrà più spazio perché se lo merita, non perché si va a forzare una situazione di un problema che non c’è. Facendo le cose regolari si mette in condizione tutti di esprimersi al meglio. Quando ne abbiamo avuto bisogno l’altra volta, Ospina c’è stato. Ha fatto il suo. Ora il problema non c’è. E’ un tormentone per voi, non per me, è un’evoluzione. Per noi è un vantaggio. Magari l’avessimo in tutta la squadra. Ospina è andato in nazionale e l’altra volta ha giocato. Il discorso finale è lo stesso: il viaggio non l’ha condizionato. E’ stato il migliore, ha preso 10 in pagella. Stiamo parlando di un calciatore che è in grande condizione”.

Quanto sarà importante domani Osimhen?

“Ci vuole la velocità di andare dietro le spalle, il tempo e la tecnica per venire al momento giusto. Ci vogliono i contrasti, abbiamo bisogno di tutte le caratteristiche per fare bene contro il Torino. Dobbiamo fare bene nei contrasti, loro recuperano più palloni nella metà campo avversaria e fanno più falli di tutte nel campionato. Dobbiamo farci trovare pronti”.

Gli stadi avranno una capienza del 75%. Comincia a riempirsi il Maradona.

“Vogliamo farci contagiare dall’amore e farlo nostro. Per noi è fondamentale”.

Sarri si è lamentato dei tanti impegni delle nazionali.

“Questo è un tema. Le istituzioni devono riflettere per dare un segnale, servirebbe uniformità. Ora mi sembra un po’ troppo quello che sta accadendo. Il carico è eccessivo”.

Come sta il Comandante?

“Il tre K sta benissimo. Mi fa star meglio quando lo incontro. Gli episodi di Firenze? Ci sono tante persone che condannano ciò che accade all’interno degli stadi. Adesso è facile individuare i responsabili e bisogna denunciarli. Noi con queste persone non vogliamo averci a che fare, così li buttiamo fuori dagli stadi. Vogliamo essere tutti altissimi, nerissimi e bellissimi come lui”.

Dopo il furto dell’auto, è cambiato il suo giudizio della città?

“Per gioco sono andato a vedere il numero. In Italia vengono rubate circa 300 auto al giorno, non capisco perché si debba fare una parentesi soltanto per Napoli”.

Come si fa sempre ad avere alta l’attenzione?

“Penso che sia difficile trovare un segreto. Personalmente non ne ho. Il mio segreto può essere quello di voler stare assieme a questi calciatori molte ore della giornata. Mi alzo presto la mattina e penso al mio lavoro”.

Mertens è un’alternativa ad Osimhen o possono giocare insieme?

“A Firenze vincevamo 2-1 e io ho tolto un attaccante e un centrocampista. Ho tolto Osimhen e Fabian Ruiz mettendo Mertens e Petagna. Dries ha giocato sotto la prima punta e stavamo vincendo la partita. E’ una situazione reale. Se devo difendere il risultato, metto Mertens sotto punta per tenere distanti le pressioni avversari. E’ più facile metterlo dall’inizio, devo vincere la partita”.

Fabian può giocare al centro?

“L’ho messo a fare il regista. E’ quello che tocca più palloni di tutti. E’ di fatto un regista, secondo me è il suo ruolo anche se li può far tutti. E’ un ragazzo sveglio, ha resistenza e tecnica”.

Ghoulam è pronto a giocare?

“Sta meglio, è molto vicino ad essere nelle condizioni di poter esprimere le sue qualità. C’è bisogno di un inserimento più graduale rispetto a Mertens, ad esempio”.

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