/ Spopolamento del Sud, allarme per il 73% degli italiani. Mattarella: «È un problema nazionale»

Spopolamento del Sud, allarme per il 73% degli italiani. Mattarella: «È un problema nazionale»

 

Lo spopolamento del Mezzogiorno preoccupa sempre di più gli italiani. Il 73% dei cittadini, oltre sette su dieci, considera il fenomeno un’emergenza da affrontare con priorità. Una percentuale cresciuta di 13 punti rispetto al marzo 2025 e che raggiunge l’81% tra i residenti nelle regioni meridionali.

 

È il quadro che emerge dall’indagine “Gli italiani e lo spopolamento… Non solo al Sud”, realizzata dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, per la Fondazione con il Sud. I risultati sono stati presentati oggi a Napoli, al Complesso monumentale di Donnaregina, durante le celebrazioni del ventennale della Fondazione, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

 

Mattarella: «Lo sviluppo del Meridione è nell’interesse di tutta l’Italia»

 

Il Capo dello Stato ha richiamato l’attenzione sull’importanza di creare opportunità concrete per chi vive nel Mezzogiorno, sottolineando come il futuro delle regioni meridionali riguardi l’intero Paese.

 

Mattarella ha ricordato i quattro obiettivi alla base dell’impegno della Fondazione: nascere, restare, tornare e arrivare al Sud.

 

«Chi nasce nel Meridione possa scegliere liberamente di restarvi, possa tornarvi se ha fatto esperienza altrove, e possa allora aggiungersi chi viene da fuori per arrivare nel Meridione», ha dichiarato il presidente della Repubblica.

 

«È una chiave di sviluppo dell’intero Paese, interesse nazionale dell’Italia», ha aggiunto Mattarella, ringraziando le organizzazioni del Terzo settore e le realtà impegnate a promuovere iniziative di rigenerazione sociale ed economica.

 

Giovani in fuga, preoccupati nove meridionali su dieci

 

Tra i fenomeni che suscitano maggiore apprensione figura soprattutto l’emigrazione delle nuove generazioni verso il Centro-Nord o l’estero.

 

L’82% degli italiani teme il trasferimento dei giovani lontano dai territori di origine. La percentuale sale addirittura al 92% nel Mezzogiorno, mentre si ferma al 74% nelle regioni settentrionali.

 

Anche il calo delle nascite rappresenta una delle principali preoccupazioni: otto cittadini su dieci lo considerano un problema, con percentuali sostanzialmente omogenee sull’intero territorio nazionale.

 

Si tratta di due fenomeni strettamente collegati, che rischiano di accelerare l’invecchiamento della popolazione e di indebolire progressivamente le comunità locali.

 

Il Sud ha già perso 730mila abitanti, le previsioni al 2080

 

I numeri demografici confermano la portata del fenomeno. Secondo i dati Istat richiamati nel rapporto, tra il 2001 e il 2023 il Mezzogiorno ha perso circa 730mila residenti.

 

Le prospettive per i prossimi decenni sono ancora più preoccupanti. Le proiezioni demografiche fino al 2080 indicano, anche negli scenari meno negativi, una possibile riduzione di circa otto milioni di abitanti nelle regioni meridionali.

 

A diminuire in maniera particolarmente marcata sarebbero soprattutto le fasce più giovani della popolazione, con ripercussioni sull’economia, sui servizi pubblici e sulla capacità dei territori di mantenere attività produttive e occasioni di sviluppo.

 

Lavoro, incentivi e trasporti: le priorità indicate dagli italiani

 

L’indagine Demopolis individua anche le misure ritenute più efficaci per contrastare lo spopolamento.

 

Al primo posto c’è la creazione di nuove opportunità di lavoro nei territori interessati, indicata dal 69% degli intervistati.

 

Seguono gli incentivi fiscali e le agevolazioni destinate alle imprese e ai giovani, considerati importanti dal 61% del campione, e il miglioramento dei trasporti pubblici e della mobilità, scelto dal 56%.

 

Il 54% indica tra le priorità il sostegno all’acquisto o alla ristrutturazione della prima casa nei piccoli borghi, mentre il 51% chiede un rafforzamento dei servizi educativi, sanitari e assistenziali.

 

Per il 62% degli italiani, la rigenerazione dei territori deve essere affrontata attraverso una collaborazione tra istituzioni, imprese e Terzo settore. Solo un terzo degli intervistati affiderebbe questo compito esclusivamente alle istituzioni pubbliche.

 

La sfida della Fondazione con il Sud

 

I risultati della ricerca si inseriscono nella campagna partecipativa “Sud Vivo”, promossa dalla Fondazione con il Sud insieme a circa 200 organizzazioni, enti e realtà culturali.

 

L’obiettivo è valorizzare i progetti che stanno già contribuendo a contrastare l’abbandono dei territori, creando opportunità di lavoro, servizi e nuove forme di partecipazione delle comunità.

 

Il messaggio emerso dall’incontro di Napoli è che lo spopolamento non può essere considerato un destino inevitabile.

 

Garantire ai giovani la possibilità di restare, favorire il ritorno di chi è partito e rendere attrattivi i territori per nuovi residenti rappresenta una sfida decisiva non soltanto per il Mezzogiorno, ma per il futuro dell’intera Italia.

 

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