Il tecnico, felice per la qualificazione in Champions, parla anche del futuro: “Quando finirà lascerò una base solida, vincere a Napoli vale 10 volte che altrove”
“ALLENARE IL NAPOLI E’ MOLTO INTENSO E DIVERSO. SARÒ SEMPRE GRATO AD AURELIO”
Tracce di futuro nelle dichiarazioni di Conte nella sala stampa dell’”Arena Garibaldi di Pisa” (qui il report del match) e a Dazn. Le sue parole assomigliano a un commiato, ma tutto sarà chiarito da De Laurentiis, a quanto pare: “Anche l’anno scorso c’erano tante voci sulla mia partenza, ma ho sempre detto di sperare di lasciare una base solida a fine del mio ciclo per dare fastidio alle solite note Juve, Inter e Milan. Con De Laurentiis c’è un rapporto di amicizia, lui sa benissimo il mio pensiero da un mese, le cose positive e quelle che mi sono piaciute meno. Il presidente conosce il mio pensiero, ma non da oggi. Stanno già lavorando per il futuro, aspettiamo l’ultima partita e poi con la proprietà diremo cosa è stato partorito. E’ già un mese che ho esposto la mia volontà, ma ora dobbiamo concentrarci sulla gara con l’Udinese. Mancherei di rispetto al presidente e alla nostra amicizia se anticipassi oggi qualcosa. Gli sarò sempre grato a prescindere da cosa succederà l’anno prossimo. Mi ha dato la possibilità di vivere in un ambiente come Napoli e festeggiare. Vivendo intensamente la grande passione che c’è, sia in senso positivo che negativo. Mi hanno sempre detto che quando vinci a Napoli è come farlo dieci volte in un altro club. I festeggiamenti sono stati meravigliosi”.
“STAGIONE DIFFICILE, DIFFICILE INSERIRE 11 NUOVI, MA ABBIAMO GESTITO BENE L’EMERGENZA-INFORTUNI”
Il tecnico ha ricordato anche il suo cammino nel Napoli: “Sono arrivato in un momento di difficoltà dopo il decimo posto, la situazione veniva dipinta molto nera. Ho promesso che quando la mia esperienza finirà lascerò un gruppo solido per dare fastidio a Milan, Juve e Inter, che partono sempre un metro avanti. Se il Napoli dà fastidio ogni anno e riesce a spodestare una volta ogni due o tre anni no sarebbe grande cosa. Oggi festeggiamo la Champions e siamo soddisfatti, dopo una stagione che già a Dimaro avevo detto che sarebbe stata difficile. Quando introduci 11 giocatori nuovi, e dovevamo implementare la rosa, è inevitabile qualche difficoltà di inserimento. Arrivano 11 teste che devono entrare in simbiosi col gruppo che c’era. Ci sono state difficoltà di inserimento da parte di alcuni giocatori, questo ci ha portato ad affrontare tutte le competizioni non col numero che pensavamo. Poi ci sono stati tanti infortuni, ho sentito parlare di metodologia, ma a Napoli l’ho cambiata… A Meret abbiamo rotto il piede e Di Lorenzo il ginocchio (è ironico, ndr). Voglio dire che quando ci sono infortuni gravi è importante reagire e noi non abbiamo mai mollato”.
“GLI INFORTUNI? NON E’ QUESTIONE DI METODOLOGIA. INSERIRE NUOVE ‘TESTE’ E’ SEMPRE DIFFICILE”
Conte ha stilato anche un bilancio della stagione: “Sapevo che sarebbe stata una stagione complessa, perché quando introduci 11 giocatori nuovi, non perché si vogliano spendere soldi, dovevamo implementare la rosa, è inevitabile qualche difficoltà di inserimento. Arrivano 11 teste che devono entrare in simbiosi col gruppo che c’era. Ci sono state difficoltà di inserimento da parte di alcuni giocatori, questo ci ha portato ad affrontare tutte le competizioni non col numero che pensavamo. Poi ci sono stati tanti infortuni, ho sentito parlare di metodologia, a Napoli l’ho cambiata… A Meret abbiamo rotto il piede e Di Lorenzo il ginocchio… Ci sono stati infortuni gravi che sono capitati, quando capitano devi essere solo bravo a gestire la situazione. Bravi i ragazzi con Elmas e Vergara che si sono fatti trovare pronti, erano comprimari. Oggi festeggiamo la Champions grazie a loro che ci hanno permesso di mantenere la posizione. Il rammarico di Copenaghen è grande, inutile negarlo, siamo usciti in malo modo”
