/ Sciopero del 30 ottobre a Napoli, corteo da piazza Mancini: orari, manifestazioni e situazione trasporti

Sciopero del 30 ottobre a Napoli, corteo da piazza Mancini: orari, manifestazioni e situazione trasporti

 

Napoli si prepara alla mobilitazione di venerdì 30 ottobre contro il carovita, la guerra e le politiche di riarmo. Il corteo promosso dall’Unione Sindacale di Base (Usb) partirà da piazza Mancini, dove il concentramento è fissato alle 9.30. Prevista la partecipazione di lavoratori, studenti, pensionati e rappresentanti di diversi movimenti sociali. Possibili ripercussioni sulla circolazione nel centro cittadino.

 

La giornata rientra nello sciopero generale nazionale proclamato dal sindacato, che ha confermato la mobilitazione anche dopo la precettazione disposta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le aziende del settore hanno annunciato il regolare svolgimento dei servizi, ma non si escludono disagi localizzati.

 

Corteo a Napoli il 30 ottobre, gli orari e i punti di ritrovo

 

 

La mobilitazione prenderà il via già dalle 8.30, con diversi appuntamenti preliminari in città. A piazza Garibaldi, nei pressi del Bar Mexico, il movimento Autonomia Napolitana, guidato da Gigi Lista, ha annunciato un incontro pubblico dedicato ai temi della casa, della sanità e dei trasporti.

 

Un altro punto di ritrovo è previsto nei pressi di Palazzo Giusso, dove si raduneranno alcuni movimenti studenteschi.

 

I partecipanti confluiranno successivamente in piazza Mancini, alle 9.30, per il concentramento principale e la partenza del corteo attraverso le strade del centro.

 

Alla manifestazione aderiscono anche realtà politiche e sociali del territorio, tra cui Potere al Popolo. Al centro delle rivendicazioni ci sono l’aumento dei salari, il diritto all’abitare, il rafforzamento dei servizi pubblici e la richiesta di destinare maggiori risorse alla spesa sociale.

 

Sciopero trasporti Napoli, Anm, Eav e Trenitalia annunciano servizi regolari

 

La situazione più delicata riguarda il trasporto pubblico. Anm, Eav e Trenitalia hanno comunicato il differimento dello sciopero, in seguito all’ordinanza di precettazione emanata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

 

La decisione è arrivata dopo i rilievi della Commissione di garanzia sul mancato rispetto del periodo di franchigia previsto tra il 30 ottobre e il 5 novembre, in occasione della commemorazione dei defunti.

 

 

Per autobus, metropolitane, funicolari e collegamenti ferroviari è quindi prevista la normale operatività. L’Usb, tuttavia, ha contestato il provvedimento ministeriale e ribadito l’intenzione di mantenere la mobilitazione anche nel settore dei trasporti, avvertendo i lavoratori delle possibili sanzioni individuali.

Resta dunque la possibilità di disservizi isolati, mentre il passaggio dei manifestanti potrebbe provocare rallentamenti e modifiche temporanee alla viabilità cittadina.

 

Sciopero generale del 30 ottobre, chi aderisce alla protesta

 

L’astensione dal lavoro proclamata dall’Usb riguarda lavoratori del settore pubblico e privato, con modalità differenti a seconda dei comparti e delle disposizioni applicabili.

 

La giornata potrebbe coinvolgere uffici pubblici, scuole, servizi e attività produttive. Nei servizi essenziali restano in vigore gli obblighi previsti dalla normativa per garantire le prestazioni indispensabili.

 

Anche il mondo studentesco parteciperà alle manifestazioni, con iniziative dedicate al costo degli affitti, al lavoro sottopagato e ai finanziamenti destinati all’istruzione.

 

Proteste contro guerra e carovita, mobilitazione anche nei porti

 

Lo sciopero italiano si inserisce in una più ampia giornata internazionale di protesta dei lavoratori portuali contro il traffico di armi e la militarizzazione degli scali.

 

Secondo gli ultimi aggiornamenti diffusi dall’Usb, l’iniziativa coinvolge 113 porti in 22 Paesi e regioni di cinque continenti, con manifestazioni e astensioni dal lavoro organizzate da oltre 25 sigle sindacali.

 

In Italia sono previste iniziative in diverse città portuali, tra cui Genova, Livorno, Trieste, Civitavecchia e Gioia Tauro.

 

Per Napoli, l’attenzione sarà concentrata soprattutto sul corteo di piazza Mancini e sulle eventuali conseguenze della mobilitazione per gli spostamenti nel centro cittadino.

 

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