Sale a 69 il bilancio delle vittime del disastro ferroviario avvenuto mercoledì 28 ottobre a Urda, nella provincia spagnola di Toledo. Una donna, ricoverata nell’ospedale di Ciudad Real dopo lo scontro tra due treni ad alta velocità Renfe e Iryo, è morta a causa delle ferite riportate. La tragedia ha provocato anche oltre cento feriti, mentre proseguono le operazioni di soccorso e identificazione delle vittime.
Arrivano intanto notizie positive dalla Farnesina: una delle tre cittadine italiane inizialmente disperse è stata rintracciata e sta bene. La donna viaggiava sul treno Renfe e ha comunicato le proprie condizioni al Consolato italiano a Madrid. Restano quindi due le connazionali delle quali non si hanno ancora notizie.
Incidente ferroviario in Spagna, 69 morti e due italiane ancora disperse
Il nuovo bilancio delle vittime è stato confermato dal presidente della Castiglia-La Mancia, Emiliano García-Page. Le operazioni di recupero e riconoscimento proseguono tra i resti dei convogli coinvolti nello scontro sulla linea ad alta velocità Madrid-Siviglia.
La Guardia Civil ha raccolto 64 denunce e segnalazioni relative a persone di cui i familiari non riescono ad avere notizie. Il numero non corrisponde necessariamente a quello delle persone effettivamente disperse, poiché sono ancora in corso le verifiche e l’identificazione delle vittime.
Per quanto riguarda gli italiani, la Farnesina segue la situazione in coordinamento con l’Ambasciata e il Consolato Generale a Madrid. Dei nove connazionali inizialmente segnalati come coinvolti, sei risultano in buone condizioni, uno è ricoverato in ospedale e due donne sono ancora disperse.
Le autorità diplomatiche italiane continuano a mantenere i contatti con la polizia e le strutture sanitarie spagnole per acquisire ulteriori informazioni.
Joaquín Torres racconta la tragedia: «Una donna è morta tra le mie braccia»
Tra le testimonianze più drammatiche c’è quella di Joaquín Torres, celebre architetto spagnolo sopravvissuto allo scontro. Viaggiava nella quinta carrozza del treno Renfe ed è riuscito a salvarsi perché, al momento dell’impatto, si trovava in bagno.
«Credo di essermi salvato per miracolo, perché al momento dell’impatto ero in bagno», ha raccontato, descrivendo il buio e le urla dei passeggeri dopo la collisione.
L’architetto ha poi cercato di soccorrere alcune persone rimaste ferite. Tra queste c’era una donna che lamentava di avere molto freddo. Torres le ha dato la propria giacca e ha tentato di aiutarla, ma la passeggera è morta poco dopo.

«Una donna è morta tra le mie braccia. Era a terra, infreddolita. Ho cercato di aiutarla, ma non c’è stato nulla da fare».
Anche Torres è rimasto ferito a un’anca, ma nel suo racconto, raccolto dalla televisione spagnola, il dolore più grande resta quello per le persone che non è riuscito a salvare.
Le testimonianze dei sopravvissuti: «Un’esperienza terribile»
Sul treno Renfe viaggiava anche Manuel Bandera, noto attore spagnolo, diretto a Siviglia per impegni professionali.
«È stata l’esperienza più orribile della mia vita. Mi sento come rinato», ha raccontato dopo essere riuscito ad abbandonare il convoglio.
Bandera ha ricordato la violenza dello schianto, i passeggeri sbalzati contro i sedili e i momenti di paura durante l’evacuazione.
Tra i superstiti figura anche Eduarda, una ragazza di 17 anni che viaggiava sull’Iryo insieme ai suoi due gatti. La giovane ha raccontato alla trasmissione Hoy por Hoy di Cadena SER di essere stata scaraventata in avanti dall’impatto.
Dopo essere riuscita a uscire dalla carrozza, ha visto persone ferite, passeggeri intrappolati e soccorritori impegnati a prestare aiuto.
«La cosa peggiore è stata uscire e vedere tutto quello che era successo».
Lo studente italiano Antonio Narciso tra i soccorritori
Dalla Spagna arriva anche la testimonianza di Antonio Narciso, studente 21enne originario di Foggia e volontario della protezione civile.
Il giovane si trovava a bordo di un treno che seguiva quello coinvolto nella collisione. Rimasto illeso, ha deciso di mettersi a disposizione dei soccorritori spagnoli, utilizzando l’esperienza maturata nel volontariato in Italia.
Attraverso i social ha rassicurato familiari e amici sulle proprie condizioni e ha raccontato di aver collaborato alle operazioni di assistenza ai passeggeri coinvolti.
Un gesto di solidarietà in una delle giornate più drammatiche per il sistema ferroviario spagnolo.
Tra le vittime anche una giovane argentina
Tra le 69 persone morte nell’incidente è stata identificata anche una cittadina argentina, la prima vittima straniera della quale è stata resa nota l’identità.
Si tratta di Ana Martina Conte Grand, 32 anni, originaria della provincia argentina di San Juan.
L’Ambasciata argentina in Spagna ha espresso il proprio cordoglio per la tragedia, manifestando vicinanza ai familiari delle vittime.
Il ministero degli Esteri spagnolo ha inoltre comunicato che nell’incidente sono rimasti coinvolti cittadini stranieri di diverse nazionalità.
Tragedia ferroviaria di Urda, proseguono le indagini sulle cause
Mentre la Spagna osserva tre giorni di lutto nazionale, proseguono anche gli accertamenti per stabilire le cause dello scontro.
Tra le ipotesi esaminate figurano possibili anomalie al sistema di segnalamento ferroviario ed eventuali errori nella gestione della circolazione dei convogli. Si tratta di ricostruzioni investigative ancora da verificare.
La magistratura ha disposto misure per preservare l’area dell’incidente e impedire la rimozione non autorizzata di materiali che potrebbero risultare utili all’inchiesta.
Intanto continua l’attesa delle famiglie che cercano notizie dei propri cari. Per l’Italia restano due donne disperse, mentre la Farnesina e le autorità spagnole proseguono le verifiche tra gli ospedali e i centri di assistenza ai superstiti.
