La protesta dell’Usb a Napoli raggiunge il porto e paralizza la circolazione lungo via Marina. Il corteo organizzato in occasione dello sciopero generale del 30 ottobre, dopo aver attraversato l’area della Stazione Centrale, ha raggiunto via Reggia di Portici, dove gruppi di manifestanti hanno presidiato gli accessi all’area portuale e bloccato entrambe le carreggiate. Disagi pesanti per gli automobilisti e tensione con le forze dell’ordine schierate a protezione degli ingressi.
Alcuni partecipanti alla manifestazione, con le bandiere dell’Unione Sindacale di Base, hanno raggiunto uno degli accessi al porto lungo via Reggia di Portici, mentre altri hanno organizzato un blocco all’altezza del varco Bausan. Il resto del corteo ha occupato la sede stradale, interrompendo il transito dei veicoli.
Porto di Napoli, manifestanti al varco Bausan e blocco in via Reggia di Portici
La situazione si è fatta particolarmente delicata quando il corteo ha raggiunto l’area portuale. Le forze dell’ordine hanno predisposto un presidio per impedire l’accesso dei manifestanti agli snodi strategici, compresi quelli autostradali.
«Ci hanno impedito di raggiungere l’autostrada e il porto. Ora blocchiamo la strada», hanno annunciato i rappresentanti dell’Usb.
I partecipanti, che inizialmente procedevano lungo una sola carreggiata, hanno successivamente occupato anche quella opposta, determinando il blocco completo della circolazione lungo un’importante arteria cittadina.
Corteo Usb a Napoli, via Marina paralizzata e migliaia di persone in strada
La manifestazione ha attraversato corso Arnaldo Lucci per poi dirigersi verso via Marina e via Reggia di Portici, con l’obiettivo dichiarato dagli organizzatori di estendere la protesta agli accessi del porto e dell’autostrada.
Migliaia di persone hanno partecipato al corteo, con una presenza significativa di lavoratori, studenti e rappresentanti dei movimenti sociali.
Nel corso della mobilitazione, i referenti dell’Usb hanno inizialmente parlato di 20mila partecipanti, indicando successivamente una presenza di 50mila persone. Si tratta di stime diffuse dagli organizzatori, non accompagnate da un conteggio ufficiale.
Durante il blocco stradale, alcuni manifestanti hanno intonato cori e cantato sulle note di “Italia bella” di Nino D’Angelo.
Protesta contro il riarmo, dato alle fiamme un carro armato di cartone
Tra i momenti simbolici della manifestazione anche l’incendio di un carro armato realizzato in cartone, utilizzato dai partecipanti per esprimere la propria contrarietà alle politiche di riarmo.
Il gesto è avvenuto nei pressi dell’accesso autostradale di via Reggia di Portici, dove erano schierati agenti in assetto antisommossa.
La mobilitazione è stata organizzata per contestare l’aumento del costo della vita, i salari ritenuti insufficienti e la destinazione di risorse pubbliche alle spese militari. Tra le richieste avanzate anche maggiori investimenti nella sanità, nella scuola e nei trasporti.
Tensione alla Stazione Centrale, poi il corteo si sposta verso il porto
Prima di raggiungere via Marina, i manifestanti avevano dato vita a momenti di tensione davanti alla Stazione Centrale di Napoli, presidiata dalle forze dell’ordine.
Dopo un confronto con la polizia, una delegazione dell’Usb era stata autorizzata a entrare nello scalo ferroviario, raggiungendo un’area vicina ai binari per un breve sit-in.
La protesta si era poi conclusa senza ripercussioni sulla circolazione dei treni, consentendo il ripristino del normale flusso dei viaggiatori.
Il corteo aveva quindi ripreso il percorso verso corso Arnaldo Lucci e l’area portuale.
Cornetti e sfogliatelle offerti ai poliziotti durante la manifestazione
Accanto ai blocchi stradali non sono mancati momenti di distensione. Alcuni manifestanti hanno offerto cornetti, sfogliatelle e altri dolci agli agenti impegnati nel servizio d’ordine.
L’iniziativa si è svolta nei pressi di via Reggia di Portici, dove i partecipanti hanno voluto sottolineare che la protesta non era rivolta contro le forze dell’ordine.
«Fanno solo il loro dovere, hanno anche loro figli e devono fare benzina», hanno spiegato alcuni manifestanti.
La mobilitazione del 30 ottobre ha così interessato diversi punti nevralgici di Napoli, dalla Stazione Centrale fino agli accessi del porto, provocando importanti ripercussioni sulla viabilità cittadina.
