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Dossena: Pronto alla sfida di Udine


 
Si scrive Andrea Dossena, si legge mister concretezza. Piedi piantati a terra e un passo alla volta. Nessun volo pindarico, non è nello stile del 28enne di Lodi. E lo dimostra nell’intervista a Marte Sport Live. Si parte proprio dalle sue condizioni. Perché domenica gli toccherà la maglia da titolare per la squalifica di Aronica: “Sto meglio, lavoro sodo in allenamento, devo capire in partita come va. Da questo dipenderà pure il mio futuro in nazionale. Ora non penso ai Mondiali, è necessario giocare qui ad alto livello per poter sperare”. Lui e Maggio a tambureggiare sulle corsie esterne: “Christian è un grande, ha doti fisiche importanti”. Proprio come Dossena. Anche se manca ancora qualcosa per arrivare al top: “Il minutaggio in gare ufficiali e la capacità di recupero dopo uno scatto di 30-40 metri, la lucidità si acquisisce col tempo”. Brillantezza fisica da raggiungere, insomma. Dal punto di vista tattico, invece, nessun problema: “E’ tutto chiaro con Mazzarri, è facile entrare negli schemi. Sotto questo punto di vista sono tranquillo”. Non resta che aspettare domenica, insomma: “La voglia è tantissima, vedremo come reagirò”. Napoli lo aspetta. E’ stato l’unico rinforzo di gennaio: “Ho scelto questa soluzione perché c’è un’ottima programmazione alle spalle”. La città gli piace: “Sto cercando casa, potrei anche comprarla. Voglio vivere la gente. Si sta bene, la cucina è fantastica, altro che Liverpool, ma io sono un professionista, qualche rinuncia la devo fare”. Vietato sgarrare: “Noi pensiamo al massimo, ma non sappiamo ancora qual è l’obiettivo”. Niente Champions, insomma, qui la parola non si pronuncia: “Inutile fare proclami, ogni partita va giocata con grande intensità come stiamo facendo. Non sarà un palo o una traversa a cambiare le sorti di una stagione. Poi raccoglieremo quanto abbiamo prodotto”. I tifosi s’aspettano qualcosa di straordinario: “Lo so, qui la Coppa Campioni s’è giocata soltanto con Maradona. So che loro vorrebbero mangiare ‘filetto e branzino’ tutti i giorni perché hanno un palato calcistico molto fine. Noi ci proveremo. Speriamo di far loro un grandissimo regalo. Ma non dimentichiamo che serve tempo per centrare certi livelli. Gli ingredienti – però – ci sono. Ambizione, società importante e un presidente come De Laurentiis che non s’accontenta mai”. L’importante è restare con i piedi per terra. “Siamo tutti concentrati, Mazzarri è il nostro condottiero e canalizza al massimo le energie”. Domenica c’è l’amarcord personale: “L’Udinese è un bel ricordo, ho trascorso due anni bellissimi. Ho sempre dato tutto, ci sono già tornato con la nazionale e mi hanno accolto benissimo. Spero sarà così anche stavolta. Mi farà piacere incontrare tanti amici”. Poi San Paolo. C’è l’Inter. E il paragone con Anfield è scontato: “C’è maggiore passione qui a Napoli rispetto a Liverpool, forse la differenza è proprio lo stadio. E’ un peccato che i sessantamila non siano a ridosso del campo come succede negli impianti inglesi”. Ma dovrà bastare comunque. Oltre ai nerazzurri, Roma, Fiorentina e Juventus a Fuorigrotta di filato. Un poker che può valere la Champions. Ma l’esterno non ci casca: “Lasciamo stare l’Europa”. Almeno a parole, i fatti dicono tutt’altro. Perché si scrive Andrea Dossena ma si legge mister concretezza.
(p.t.)

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