È morta Nadia Santini, una delle figure più importanti della cucina italiana. La celebre chef si è spenta lunedì 2 novembre 2026 all’età di 72 anni, dopo aver convissuto per circa vent’anni con problemi di salute. Insieme al marito Antonio aveva trasformato il ristorante Dal Pescatore di Runate, in provincia di Mantova, in un punto di riferimento internazionale dell’alta gastronomia.
Nel 1996 era diventata la prima donna italiana a conquistare tre stelle Michelin, un riconoscimento che il ristorante della famiglia Santini ha conservato ininterrottamente per trent’anni, stabilendo un primato nazionale di longevità.
Il ricordo della famiglia: «Grazie Nadia, grazie Mamma»
A comunicare la scomparsa sono stati i familiari, che hanno affidato ai social un messaggio carico di affetto.
«Nadia, circondata dai suoi più cari affetti, si è addormentata nella pace ed è salita in cielo. Ha tracciato un solco profondo nelle nostre vite volto alla sensibilità, all’empatia e all’amore. Le siamo grati per averci educato al rigore morale, all’etica del lavoro e alla semplicità. Grazie Nadia, grazie Mamma».
Parole che raccontano il legame tra la chef e la sua famiglia, elemento centrale anche della storia professionale del ristorante Dal Pescatore.
Chi era Nadia Santini, dalla trattoria alle tre stelle Michelin
Nata nel 1954 a San Pietro Mussolino, in provincia di Vicenza, con il cognome Cavaliere, Nadia Santini aveva iniziato il proprio percorso nella ristorazione dopo il matrimonio con Antonio Santini, conosciuto durante gli anni di scuola a Mantova.
Inizialmente interessata all’insegnamento, aveva deciso di affiancare il marito nella gestione della trattoria di famiglia, imparando le basi della cucina dalla suocera Bruna.
Senza aver frequentato scuole professionali di cucina, Nadia aveva progressivamente sviluppato uno stile personale, capace di combinare tradizione gastronomica mantovana, qualità delle materie prime e grande attenzione all’equilibrio dei sapori.
Tra i suoi piatti più celebri figurano i tortelli di zucca, diventati uno dei simboli del ristorante.
Il successo del ristorante Dal Pescatore
La trasformazione della trattoria di campagna in un ristorante di alta cucina non era stata immediata. Nadia e Antonio avevano affrontato inizialmente difficoltà economiche e periodi con pochi clienti, continuando però a investire nella qualità della proposta gastronomica.
Il primo grande riconoscimento arrivò nel 1982 con la prima stella Michelin, seguito dalla seconda nel 1988 e dalla terza nel 1996.
Da allora Dal Pescatore è rimasto stabilmente ai vertici della ristorazione italiana, diventando il ristorante con tre stelle Michelin mantenute più a lungo nel Paese.
Nel 2013 Nadia Santini aveva ottenuto anche il prestigioso riconoscimento di World’s Best Female Chef, assegnato nell’ambito dei World’s 50 Best Restaurants.
Una cucina costruita intorno alla famiglia
Nadia Santini amava definire la propria cucina romantica e umanistica, fondata sulla semplicità, sull’ospitalità e sul valore dei rapporti personali.
Il suo percorso professionale è sempre rimasto strettamente legato al marito Antonio, responsabile dell’accoglienza e della sala, e ai figli Giovanni e Alberto, che hanno progressivamente raccolto l’eredità familiare.
Giovanni è oggi alla guida della cucina, mentre Alberto si occupa della sala e del servizio dei vini, proseguendo una tradizione che attraversa diverse generazioni.
Con la scomparsa di Nadia Santini, la gastronomia italiana perde una delle sue protagoniste più autorevoli, capace di raggiungere i massimi riconoscimenti internazionali senza rinunciare alla dimensione familiare e alle radici della cucina tradizionale.
Resta l’eredità di una donna che ha contribuito a cambiare la storia dell’alta ristorazione italiana, aprendo la strada a nuove generazioni di chef.
