Napoli è la seconda provincia italiana per numero di provvedimenti di sfratto, con 2.376 casi registrati nel 2025. Un dato che colloca il territorio partenopeo alle spalle di Roma e davanti a Torino, confermando le difficoltà di accesso e mantenimento dell’abitazione per numerose famiglie.
A livello regionale, la Campania conta 3.649 provvedimenti di sfratto, risultando la terza regione italiana per numero di procedure avviate, dopo Lombardia e Lazio.
È quanto emerge dagli ultimi dati del Ministero dell’Interno, richiamati dalla Uil in un’analisi dedicata all’emergenza abitativa nel Paese. Nonostante una diminuzione rispetto agli anni precedenti, il sindacato richiama l’attenzione sulle difficoltà economiche che continuano a interessare migliaia di nuclei familiari.
Napoli tra le città più colpite dall’emergenza abitativa
I numeri relativi alla provincia di Napoli evidenziano la dimensione del fenomeno.
Nel corso del 2025 sono stati emessi 2.376 provvedimenti di sfratto, contro i 4.793 di Roma e i 2.086 di Torino.
Napoli figura inoltre tra le prime tre province italiane per richieste di esecuzione presentate agli ufficiali giudiziari, con 3.106 procedure, preceduta da Roma e Torino.
Particolarmente significativo anche il numero degli sfratti effettivamente eseguiti: 1.111 nella provincia partenopea, contro i 1.516 di Roma e i 1.330 di Torino.
Le cifre confermano il peso della questione abitativa nell’area metropolitana napoletana, dove la sostenibilità dei canoni di locazione costituisce una difficoltà per una parte della popolazione.
In Italia oltre 37mila provvedimenti di sfratto
Il fenomeno interessa l’intero territorio nazionale. Secondo il Ministero dell’Interno, nel 2025 sono stati emessi 37.122 provvedimenti di sfratto, mentre le richieste di esecuzione sono state 61.856.
Gli sfratti effettivamente eseguiti con l’intervento dell’ufficiale giudiziario sono stati invece 18.292.
Tutti e tre gli indicatori risultano in diminuzione rispetto al 2024. I provvedimenti emessi sono calati del 7,56%, le richieste di esecuzione del 23,69% e gli sfratti eseguiti del 14,27%.
La riduzione dei numeri, tuttavia, secondo la Uil non è sufficiente per considerare superata l’emergenza abitativa.
Morosità, il problema principale è il mancato pagamento dell’affitto
La causa più frequente degli sfratti resta la morosità, che rappresenta il 71,8% dei provvedimenti, per un totale di 26.632 casi.
Per il sindacato, questa percentuale evidenzia soprattutto le difficoltà delle famiglie nel sostenere affitti sempre più onerosi rispetto ai redditi disponibili.
Restano numerosi anche gli sfratti per finita locazione, che nel 2025 sono stati 8.415.
La Uil richiama inoltre l’attenzione sul progressivo spostamento di una parte dell’offerta immobiliare verso le locazioni brevi, considerate spesso più remunerative rispetto agli affitti residenziali di lunga durata.
La Uil: «Serve un nuovo Piano casa nazionale»
A commentare i dati è stata Ivana Veronese, segretaria confederale della Uil, secondo la quale l’emergenza abitativa sta progressivamente interessando anche i comuni della prima cintura urbana e le province di dimensioni medio-piccole.
Per affrontare il problema, il sindacato chiede al Governo un nuovo Piano casa nazionale, accompagnato da investimenti pubblici e dal ripristino dei fondi destinati al contributo affitto e alla morosità incolpevole.
La Uil sollecita inoltre le amministrazioni comunali a prevedere risorse straordinarie per il sostegno abitativo e a effettuare un censimento degli immobili pubblici inutilizzati, con l’obiettivo di favorirne la riassegnazione.
Secondo Veronese, occorre intervenire sulle cause economiche e sociali che conducono agli sfratti, evitando di concentrare le risposte esclusivamente sull’accelerazione delle procedure di rilascio degli immobili.
La casa resta una questione sociale
Il quadro delineato dai dati ministeriali evidenzia come la questione abitativa rimanga centrale anche in Campania, nonostante la flessione delle procedure registrata nell’ultimo anno.
Per la Uil, la risposta deve coinvolgere sia il Governo sia gli enti locali, attraverso misure capaci di sostenere le famiglie in difficoltà e ampliare la disponibilità di abitazioni a costi accessibili.
Napoli, con oltre mille sfratti eseguiti in un anno, resta uno dei territori nei quali la necessità di politiche abitative strutturali appare particolarmente rilevante.
