È tornato nello stesso pronto soccorso dal quale avrebbe sottratto una sedia a rotelle, finendo per essere riconosciuto e denunciato dalla polizia. Protagonista della vicenda un uomo di 40 anni, originario della Colombia e residente a Mascalucia, nel Catanese, individuato dagli agenti dopo un episodio avvenuto nei giorni scorsi all’interno del Policlinico di Catania.
A permettere l’identificazione è stata proprio la decisione del quarantenne di ripresentarsi nella struttura sanitaria il giorno successivo alla scomparsa dell’ausilio, normalmente utilizzato dai pazienti con difficoltà motorie.
Catania, il furto della sedia a rotelle al pronto soccorso
Secondo quanto ricostruito dalla Polizia di Stato, l’uomo si era inizialmente presentato al pronto soccorso in evidente stato di ebbrezza alcolica, tanto da non riuscire a comunicare correttamente le proprie generalità al personale sanitario.
Durante la permanenza nella struttura, il quarantenne avrebbe prelevato una delle sedie a rotelle messe a disposizione dei pazienti, allontanandosi successivamente dall’ospedale e facendo perdere le proprie tracce.
La scomparsa della carrozzina è stata segnalata agli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, in servizio presso il posto di polizia del Policlinico. Sono così iniziati gli accertamenti per individuare il presunto responsabile.
Torna in ospedale il giorno dopo: 40enne denunciato dalla polizia
La svolta è arrivata nell’arco di appena ventiquattr’ore. L’uomo si è ripresentato nello stesso pronto soccorso, dove la sua presenza non è passata inosservata.
Riconosciuto grazie alle informazioni raccolte dopo il furto, è stato fermato dagli agenti, che hanno proceduto alla sua identificazione.
Al termine degli accertamenti, il quarantenne è stato denunciato in stato di libertà all’autorità giudiziaria con l’accusa di furto.
L’episodio richiama l’attenzione anche sull’importanza degli ausili sanitari messi gratuitamente a disposizione dei pazienti nei reparti di emergenza, strumenti indispensabili soprattutto per le persone con mobilità ridotta.
Per l’uomo resta valida la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.
