Il Governo apre al dialogo sul caro vita, ma pone una condizione: il confronto dovrà coinvolgere tutti i Comuni italiani, non soltanto le amministrazioni di centrosinistra. È questo il punto centrale della risposta inviata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni al sindaco di Napoli e presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, dopo la richiesta di un incontro sulle difficoltà economiche che stanno attraversando famiglie e imprese.
La premier si è detta disponibile ad affrontare le questioni legate alla prossima legge di bilancio, indicando però nella Conferenza Stato-Città e autonomie locali la sede istituzionale più appropriata. Una precisazione che ha dato origine a un confronto politico con Manfredi, finora caratterizzato da rapporti istituzionali generalmente collaborativi con Palazzo Chigi.
Caro vita, la richiesta di nove sindaci a Giorgia Meloni
L’iniziativa era partita da nove primi cittadini di area progressista, preoccupati per le conseguenze dell’aumento dei prezzi e delle tensioni sociali registrate nelle ultime settimane.
Insieme a Gaetano Manfredi hanno sottoscritto la lettera Roberto Gualtieri per Roma, Beppe Sala per Milano, Stefano Lo Russo per Torino, Sara Funaro per Firenze, Vito Leccese per Bari, Matteo Lepore per Bologna, Silvia Salis per Genova e Massimo Zedda per Cagliari.
I sindaci hanno chiesto un incontro con il Governo per discutere interventi a sostegno del potere d’acquisto, dell’occupazione e dei servizi essenziali, sottolineando le difficoltà che quotidianamente vengono segnalate alle amministrazioni comunali.
Nella lettera è arrivata anche una netta condanna delle violenze verificatesi durante le manifestazioni di piazza, accompagnata dalla richiesta di affrontare le cause economiche e sociali del malcontento.
Meloni a Manfredi: la Conferenza Stato-Città è la sede del confronto
La risposta della presidente del Consiglio non chiude la porta all’incontro, ma richiama il sindaco di Napoli alle sue responsabilità istituzionali come presidente dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani.
«Considero utile – scrive – un confronto con i Sindaci in occasione della legge di bilancio».
Meloni riconosce il ruolo fondamentale delle amministrazioni locali nella gestione delle difficoltà economiche, osservando che proprio nei Comuni emergono per prime le conseguenze dell’aumento dei prezzi e della pressione sui servizi pubblici.
Subito dopo, però, arriva la precisazione: «Non comprendo, però, la formulazione della richiesta».
La premier ricorda infatti che la Conferenza Stato-Città riunisce rappresentanti del Governo e delle autonomie locali e può essere convocata anche su richiesta del presidente dell’Anci.
Per Meloni, dunque, non sarebbe necessario creare una nuova occasione di confronto, essendo già disponibile uno strumento istituzionale che garantisce la partecipazione delle amministrazioni di diverso orientamento politico.
Meloni e i sindaci di centrosinistra, il nodo della rappresentanza
Il punto di maggiore distanza riguarda proprio la composizione della delegazione che ha chiesto l’incontro.
«Una richiesta firmata dai Sindaci di una sola parte politica – sottolinea ancora la Presidente del Consiglio – non rappresenta quella platea; la Conferenza, e gli organismi dell’Anci che Lei presiede, la rappresentano per intero. È una responsabilità che riguarda il mio ruolo quanto il Suo».
La posizione del Governo è quindi quella di affrontare il caro vita attraverso un tavolo che rappresenti l’intero sistema delle autonomie locali, superando le appartenenze politiche dei singoli amministratori.
La lettera introduce un elemento di tensione nel rapporto tra Meloni e Manfredi. Negli ultimi anni, infatti, non sono mancate occasioni di collaborazione istituzionale su importanti prog
