Dovrà scontare una pena di sei anni, dieci mesi e 28 giorni di reclusione per una serie di reati contro il patrimonio e per il possesso e la fabbricazione di documenti di identificazione falsi. Una donna di 49 anni, residente nel quartiere San Carlo Arena di Napoli, è stata arrestata dalla polizia di Stato in esecuzione di un provvedimento dell’autorità giudiziaria.
L’arresto è stato effettuato dagli agenti del commissariato San Carlo Arena, che hanno rintracciato la donna nel pomeriggio del 5 novembre, dando esecuzione all’ordine emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli.
Frodi e documenti falsi tra Napoli e Bologna
I reati per i quali la 49enne deve scontare la pena risalgono al periodo compreso tra il 2015 e il 2020 e sono stati commessi nelle città di Napoli e Bologna.
Le condanne riguardano delitti contro il patrimonio realizzati attraverso condotte fraudolente, oltre al possesso e alla fabbricazione di documenti di riconoscimento falsi.
Il provvedimento eseguito dalla polizia è stato emesso lo scorso 27 ottobre dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura di Napoli, che ha determinato la pena complessiva da espiare.
Il provvedimento della Procura
L’arresto non è legato a un nuovo episodio di falsificazione, ma all’esecuzione delle condanne relative a fatti avvenuti negli anni precedenti.
Il provvedimento di determinazione delle pene concorrenti consente infatti di stabilire la pena complessiva da scontare in presenza di più condanne, secondo le disposizioni previste dall’ordinamento penale.
Per la 49enne è stata quindi disposta una pena complessiva di sei anni, dieci mesi e 28 giorni di reclusione.
L’operazione è stata portata a termine dal personale del commissariato San Carlo Arena, nell’ambito delle attività di esecuzione dei provvedimenti dell’autorità giudiziaria.
Documenti falsi, controlli anche a Napoli e provincia
Il contrasto alla contraffazione dei documenti di identificazione resta uno degli ambiti di intervento delle forze dell’ordine.
Nelle ultime settimane, a Napoli e in provincia, sono stati effettuati diversi controlli che hanno portato alla scoperta di carte d’identità elettroniche alterate, documenti contraffatti e, in alcuni casi, supporti privati del microchip.
Si tratta di episodi distinti dall’arresto della 49enne, che confermano tuttavia l’attenzione degli investigatori verso un fenomeno che può favorire ulteriori attività illecite.
L’utilizzo di documenti di riconoscimento falsificati può infatti consentire di nascondere la propria identità e agevolare frodi e altre condotte criminali.
