Sigilli al Mamamu, storico locale della musica dal vivo nel centro di Napoli. Durante il weekend di Halloween, gli agenti della polizia locale dell’Unità Operativa Avvocata hanno disposto il sequestro preventivo dell’attività di via Sedile di Porto, punto di riferimento della scena musicale indipendente partenopea da trent’anni.
L’intervento sarebbe scattato dopo alcuni esposti relativi agli eventi organizzati nel locale. Tra le irregolarità contestate figurerebbero l’assenza della prescritta autorizzazione per il pubblico spettacolo e una presunta difformità edilizia riguardante un soppalco.
Trent’anni di musica indipendente a Napoli
Il Mamamu aveva festeggiato lo scorso 12 settembre il trentesimo anniversario dalla fondazione. Nato nel 1996, ha ospitato nel corso degli anni numerosi concerti, dando spazio a musicisti emergenti, band indipendenti e progetti di sperimentazione artistica.
La chiusura ha suscitato immediate reazioni nel mondo culturale cittadino, con messaggi di solidarietà rivolti ai gestori e ai lavoratori.
Le proteste del mondo della musica
«Se spegnete la città resta il disordine sociale» è uno degli slogan diffusi sui social dopo il sequestro.
Particolarmente critica la posizione dell’associazione culturale Vault Lab, che denuncia la progressiva scomparsa degli spazi dedicati alla musica indipendente, contestando un modello di sviluppo cittadino che, secondo gli operatori culturali, privilegerebbe grandi eventi e turismo rispetto alle realtà artistiche nate dal basso.
Una lettera aperta è stata inoltre indirizzata al sindaco Gaetano Manfredi, all’assessora Teresa Armato e al delegato alla musica Ferdinando Tozzi, per chiedere maggiore attenzione alla sopravvivenza dei piccoli locali che promuovono cultura.
Possibile ricorso contro il sequestro
I gestori del Mamamu potranno contestare il provvedimento e presentare un’istanza di dissequestro, cercando di chiarire le irregolarità rilevate durante l’ispezione.
La vicenda riapre il dibattito sul futuro dei locali di musica dal vivo a Napoli, tra la necessità di rispettare le normative sulla sicurezza e quella di salvaguardare spazi culturali che hanno contribuito alla crescita artistica della città.
