Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha firmato l’ordinanza di precettazione per lo sciopero dei trasporti di venerdì 30 ottobre 2026. Il provvedimento riguarda la mobilitazione proclamata dall’Unione Sindacale di Base nell’ambito dello sciopero generale nazionale. Immediata la risposta dell’Usb, che ha annunciato l’intenzione di non rispettare l’ordinanza e di confermare l’astensione dal lavoro.
La decisione del Ministero riguarda diversi comparti, tra cui trasporto ferroviario, aereo, marittimo, taxi e trasporto pubblico locale. Coinvolti anche gli appalti ferroviari e i servizi legati alla circolazione e alla sicurezza stradale. Alla base del provvedimento c’è il periodo di franchigia previsto in occasione delle festività di Ognissanti e della commemorazione dei defunti.
Sciopero 30 ottobre, perché Salvini ha deciso la precettazione
L’ordinanza ministeriale dispone il differimento della protesta a un’altra data per i settori dei trasporti interessati dalle limitazioni previste in prossimità del 2 novembre.
La Commissione di garanzia sugli scioperi aveva segnalato il possibile contrasto tra la mobilitazione e le regole che tutelano la continuità dei servizi essenziali durante determinati periodi dell’anno.
La precettazione non riguarda indistintamente tutti i lavoratori coinvolti nello sciopero generale, ma i comparti individuati dal provvedimento. La mobilitazione proclamata dall’Usb coinvolge infatti anche altre categorie del pubblico impiego e del settore privato.
L’Usb conferma lo sciopero: «Un ordine sbagliato e illegittimo»
La reazione del sindacato è stata immediata. L’Usb ha contestato duramente la scelta del Ministero, definendola «Un ordine sbagliato e illegittimo, al quale disobbediamo».
L’organizzazione ha confermato l’intenzione di mantenere lo sciopero anche nei settori interessati dalla precettazione, pur riconoscendo il rischio di pesanti sanzioni per il sindacato e per i singoli lavoratori.
Secondo l’Usb, il provvedimento rappresenta una limitazione del diritto di sciopero. Il sindacato ha inoltre annunciato una conferenza stampa per mercoledì 28 ottobre, alle ore 12, a Roma, in piazza dei Cinquecento, per illustrare le proprie ragioni e le successive iniziative.
Sciopero dei trasporti a Napoli, cosa cambia per bus, metropolitana e treni
La decisione del Ministero apre una situazione di incertezza anche per i collegamenti a Napoli e in Campania. Anm ed Eav avevano già diffuso gli avvisi relativi alla mobilitazione del 30 ottobre, indicando le modalità dello sciopero e le fasce di garanzia.
La precettazione impone ora il differimento dello stop nei comparti interessati, ma l’annuncio dell’Usb di voler proseguire comunque la protesta rende necessario attendere ulteriori comunicazioni ufficiali.
I viaggiatori sono pertanto invitati a controllare gli aggiornamenti delle aziende di trasporto prima di mettersi in viaggio, soprattutto per quanto riguarda autobus, metropolitane, linee ferroviarie regionali e collegamenti nazionali.
Piantedosi sullo sciopero del 30 ottobre: attenzione alta per le manifestazioni
Sulla giornata di venerdì è intervenuto anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, durante la convention di Sud chiama Nord e Sindaci d’Italia.
Il responsabile del Viminale ha invitato a mantenere alta l’attenzione sui possibili disordini durante le prossime manifestazioni, precisando però di non avere elementi per ritenere che le organizzazioni sindacali intendano coinvolgere gruppi responsabili di episodi di violenza.
Piantedosi ha dunque distinto le rivendicazioni dei lavoratori dalle tensioni registrate in altre manifestazioni, sottolineando la necessità di evitare collegamenti impropri tra le due situazioni.
Il 30 ottobre si annuncia quindi come una giornata delicata per la mobilità e per l’ordine pubblico, mentre resta aperto il confronto tra il Governo e l’Usb sulla legittimità della precettazione e sulle modalità della protesta.
